A Tavola

L’Iron Dome europeo
è made in Israele

I piani di forte riarmo dell’Unione Europea comprendono anche la costruzione di uno scudo missilistico e anti-droni simile all’israeliano Iron Dome (Cupola di Ferro). Sviluppato dalla Rafael Advanced Defense Systems Ltd (la multinazionale israeliana attiva nel settore della difesa), il sistema è in grado di intercettare razzi a velocità media e proiettili di artiglieria. La forza dell’Iron Dome sta nell’Arrow 3, il programma congiunto Israele-USA per le intercettazioni eso-atmosferiche, cioè al di là dell’atmosfera terrestre. È il primo sistema di difesa aerea al mondo per l’abbattimento dei missili detti ipersonici, perché viaggiano ad una velocità superiore a 5 volte la velocità del suono.

L’Iron Dome dell’UE si chiama Sky Shield ed è un progetto guidato dalla Germania per creare una cupola di difesa aerea dalla Turchia alla Finlandia. È, quindi, in funzione anti-russa.

Sebbene la sua base impiegherà le batterie terra-aria Iris-T di fabbricazione tedesca e Patriot statunitensi, per le intercettazioni ad alta quota si prevede di utilizzare l’Arrow 3 israeliano.

Ma Tel Aviv darà il consenso all’esportazione dell’arma? Proprio adesso che alcune nazioni europee, tra cui la Germania, dovrebbero smettere di esportare armi verso Israele? Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha, infatti, invitato i membri dell’UE a sospendere alcuni scambi commerciali sulla guerra, nel contesto di una spinta crescente verso il riconoscimento della Palestina come Stato.

Qualsiasi cosa, ma uno Stato di Palestina mai: è il mantra israeliano più forte e perciò o la UE dovrà mettersi al lavoro e produrre un proprio sistema simile all’Arrow 3 (e potrebbe anche smettere di importare Patriot dagli USA) oppure deve rinunciare subito ad “impicciarsi” di Gaza e dintorni.

 

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