A quanto riportano i media israeliani, l’Operazione Gideon’s Chariots pare stia entrando nella fase finale. In effetti, oggi (giovedì 31/VII/2025) la 98a Divisione ha completato il dispiegamento nella Striscia di Gaza settentrionale e sta ora avviando la transizione per prepararsi «a future missioni, in linea con obiettivi più ampi»; un cambiamento che segna una de-escalation. Va detto che, in queste ultime settimane, l’”attenzione” della 98a divisione si è concentrata sui quartieri densamente popolati di Shujaiyah e Zeitoun a Gaza City. L’obiettivo era di smantellare tre brigate di Hamas e recuperare i prigionieri ma, nonostante la morte di 41 militari israeliani, non è stato liberato nessuno.
I media israeliani raccontano che lunedì scorso, durante una sessione di sicurezza del governo, il capo di Stato Maggiore dell’esercito, tenente generale Eyal Zamir, si sarebbe scontrato con il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Zamir ha sostenuto la necessità di continuare le operazioni di «precisione», giacché una «presa di controllo di Gaza» potrebbe durare diversi anni.
Nel frattempo, le Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno annunciato scontri a Khan Younis, città nel sud della Striscia, nel contesto di continue incursioni terrestri israeliane.
Altro elemento da non sottovalutare è la serie di suicidi; la Radio dell’Esercito Israeliano ha dato notizia di un soldato che si è tolto la vita dopo aver prestato servizio per oltre 300 giorni. Secondo il quotidiano Haaretz, sono sette i suicidi soltanto questo mese, e il canale tv israeliano i24NEWS, con sede a Giaffa, ha calcolato che il numero di suicidi, da ottobre 2023 al 16 luglio, aveva superato i 43 soldati.



