A Tavola

Petrolio: il Sudest asiatico
stringe accordi con la Russia

Le tensioni economiche causate dall’aggressione israelo-americana all’Iran hanno generato notevole preoccupazione anche nei Paesi dell’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations). Le questioni energetiche rimangono una priorità assoluta per quei Paesi. Sebbene il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos Jr, in qualità di presidente di turno dell’Associazione abbia promosso la ratifica dell’Accordo quadro dell’ASEAN sulla sicurezza petrolifera, non è emerso un fronte unitario per la cooperazione energetica. Al contrario, sono stati privilegiati gli accordi bilaterali.

In un bilaterale con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, Marcos ha espresso interesse a collaborare con la Russia per promuovere il nascente programma nucleare delle Filippine, al fine di diversificare le fonti energetiche del Paese. Analogamente ai paesi vicini come Vietnam, Thailandia e Indonesia, le Filippine si rivolgono alla Russia per l’approvvigionamento petrolifero, per garantire le forniture e alleviare le difficoltà interne. Non è stato tuttavia raggiunto alcun accordo energetico immediato tra le Filippine e la Russia.

Nel frattempo, il primo ministro malese Anwar Ibrahim si è assicurato dalla Russia forniture a lungo termine di petrolio, gas e diesel per i prossimi 20 anni. Come le Filippine, anche la Malesia sta cercando una maggiore cooperazione energetica con diversi partner. Anwar ha anche visitato il Turkmenistan, dove ha ottenuto per la società petrolifera statale malese PETRONAS (Petroliam Nasional Berhad) l’accesso ai giacimenti di gas turkmeno.

Il primo ministro singaporiano Lawrence Wong ha incontrato il presidente Putin per discutere le aree di cooperazione tra Singapore, ASEAN e Russia, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco, del pragmatismo e della cooperazione costruttiva. Singapore è stato l’unico Stato membro dell’ASEAN a imporre sanzioni alla Russia per la questione Ucraina. Date le difficoltà globali e le significative sfide future, si prospetta un approccio più pragmatico e transazionale da parte degli Stati membri dell’ASEAN, che, ricordo, comprende Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam e Timor Est.

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