Antipasto

200 miliardi di euro
dall’UE ai più poveri

Si chiama NDICI-Global Europe (Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument) o, più brevemente, GEI (Global Europe Instrument), lo strumento UE messo in campo per sostenere i Paesi più bisognosi. Del valore di 200 miliardi di euro, pari allo 0,14% del reddito nazionale lordo dell’UE è il più grande stanziamento fino ad oggi per le partnership e la diplomazia rivolte al mondo extra-UE. Non dimentichiamo che l’obiettivo primario della politica di cooperazione allo sviluppo dell’UE dovrebbe essere la riduzione della povertà.

Il GEI arriva in un momento di grave crisi per il finanziamento dello sviluppo globale. Lo scorso anno, l’Official Development Assistance (ODA), in italiano Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), dei paesi membri del DAC (Development Assistance Committee, o Comitato di Assistenza allo Sviluppo) dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è diminuito del 23,1%, calando a 174,3 miliardi di dollari. Un taglio del 56,9% agli aiuti statunitensi ha rappresentato i tre quarti di tale calo, ma anche i donatori europei hanno effettuato riduzioni significative. La Germania prevede un taglio del 3% nel 2026 e ulteriori tagli per 9 miliardi di euro entro il 2029. Anche Francia e Regno Unito hanno ridotto la spesa per l’APS.

Il GEI destina risorse a cinque regioni (Europa; Middle East and North Africa (MENA) e Golfo; Africa subsahariana; Asia e Pacifico; Americhe e Caraibi).

Su base pro capite, la regione MENA e del Golfo riceverebbe 10,90 euro/persona/anno dal 2028 al 2034. L’Asia e il Pacifico riceverebbero 0,51 euro/persona/anno, nonostante una popolazione di 4,2 miliardi di persone. L’Africa subsahariana riceverebbe 5,90 euro/persona/anno.

E’ ovvio che l’UE sia direttamente interessata alle aree vicine più turbolente, per così dire.

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