Bollente

Manovre a fuoco dell’Iran
mentre si schiera la flotta USA

L’Iran ha annunciato un’esercitazione navale di due giorni con fuoco vivo nello Stretto di Hormuz, che inizierà domani (01/02/26). Intanto, gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei USS Abraham Lincoln, accompagnata da diversi cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, equipaggiati con missili da crociera Tomahawk. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che la portaerei e il suo gruppo d’attacco sono schierati nell’area mediorientale. Il “CENTCOM” (United States Central Command) è uno degli undici comandi combattenti unificati degli Stati Uniti. Responsabile per il Medio Oriente, Asia centrale/meridionale ed Egitto, gestisce operazioni in 21 Paesi, inclusi Iran, Iraq e Israele, supervisionando aree strategiche. 

Oltre alla flotta, il Pentagono sta trasferendo nella regione anche caccia e sistemi di difesa aerea. Secondo le forze armate statunitensi, l’operazione mira a rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali e includerà esercitazioni militari volte a dimostrare la capacità di proiezione della potenza aerea americana. Il Comando centrale dell’esercito statunitense ha avvertito il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) che «non tollererà azioni pericolose» nello Stretto di Hormuz. Non tollererà, cioè, sorvoli di navi da guerra statunitensi e l’avvicinamento di motoscafi iraniani in rotta di collisione con navi statunitensi.

Da settimane la tensione tra Teheran e Washington è in aumento. Ieri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqhchi ha dichiarato che il suo Paese è pronto per negoziati «giusti e imparziali», ma ha respinto le richieste del presidente Trump, in quanto, ha concluso, le strategie di difesa e i sistemi missilistici non saranno mai oggetto di negoziati.

Secondo quanto riportato dal canale tv libanese “Al Mayadeen”, Ali Shamkhani, alto funzionario della sicurezza iraniana e consigliere della Guida Suprema, ha affermato che l’Iran darà una risposta «efficace e deterrente» a qualsiasi atto di aggressione.

Intervenendo a una cerimonia militare, Amir Hatami, comandante in capo dell’esercito iraniano, ha affermato che la recente guerra di 12 giorni ha rafforzato le capacità difensive del Paese e ha preparato l’Iran a futuri attacchi. Il conflitto, ha ribadito, ha permesso alle forze iraniane di identificare i propri punti di forza e di debolezza, nonché quelli dei loro avversari. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana “IRNA”, Hatami ha sottolineato che le capacità missilistiche, di difesa aerea e militari più in generale dell’Iran si trovano ora in una posizione «superiore» rispetto a prima dei combattimenti, descrivendo l’esperienza acquisita come «unica».

Pur non avendo negoziati diretti, i Paesi della regione sono fortemente coinvolti nel tentativo di prevenire una guerra tra Stati Uniti e Iran, con Turchia, Qatar e altri Paesi tra i mediatori.

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