Bollito

Il Libano sotto le bombe
prepara la legge del gap

Per il Libano, il 2025 è stato particolarmente terribile, tra una gravissima crisi economica, manifestazioni popolari contro il sistema bancario e gli attacchi di Israele.  Soltanto a dicembre, tra il 23 e il 26, ci sono stati attacchi aerei a Sayda (l’antica Sidone), e bombardamenti nel distretto di Hermel, nord-est, a centinaia di km da Israele, e a Majdal Selm, villaggio del sud, e nel distretto di Jezzine, città cristiana teatro delle predicazioni di Cristo, di Nabatiyeh e di altri paesi e villaggi del sud.

Ovviamente i morti, secondo Israele, sono tutti terroristi e amen. A Santo Stefano, Israele ha colpito con artiglieria pesante due pattuglie di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) in due diverse località nei pressi della blue line tra Israele e Libano: a Bastarra, dove un casco blu di nazionalità francese è rimasto ferito e a Kfarchouba. Qua le vittime non sono terroristi, ma Israele fa capire che nessuno può ritenersi invulnerabile e che per l’UNIFIL è arrivato il momento di sgomberare e lasciare campo libero ai militari israeliani ed ai successivi “coloni”.

Sul versante economico, dopo sei anni di una delle peggiori crisi finanziarie al mondo, il governo libanese ha approvato un disegno di legge che potrebbe restituire il denaro ai depositanti. Nel 2019, la lira libanese crollò e le banche chiusero i battenti per impedito ai depositanti di accedere al loro denaro.

Adesso, si profila la “legge del gap“, che dovrebbe essere firmata dal primo ministro e dal presidente prima di essere discussa in Parlamento. In base a questa legge – se sarà approvata – chiunque abbia depositato fino a 100.000 dollari verrà rimborsato entro quattro anni.

Secondo il primo ministro Nawaf Salam, dovrebbe essere effettuata anche una verifica finanziaria completa.

Durante la crisi, le banche hanno continuato a distribuire dividendi agli azionisti e a pagare bonus ai dirigenti, mentre ai normali depositanti è stato impedito di accedere al proprio denaro per le spese quotidiane, come l’acquisto di cibo o il pagamento delle bollette.

Lo Stato dovrebbe colmare il “divario” tra quanto le banche libanesi devono ai depositanti e quanto il sistema finanziario libanese può pagare.

Le stime attuali indicano un divario di 70 miliardi di dollari.

 

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