Bollito

La BCE dovrebbe mollare
parte dei titoli di Stato

Le finanze pubbliche dei Paesi UE sono sotto pressione a causa dell’aumento dei costi di finanziamento, indotto dallo shock dei prezzi dell’energia e delle materie prime causato dall’aggressione israelo-statunitense contro l’Iran. La Banca Centrale Europea (BCE) dovrebbe rallentare la riduzione delle proprie partecipazioni in titoli di Stato? Questa è la domanda che si pone Mahmood Pradhan, ricercatore di BRUEGEL (Brussels European and Global Economic Laboratory). «La principale giustificazione per un rallentamento – dice Pradhan – sarebbe quella di compensare l’inasprimento involontario delle condizioni finanziarie già verificatosi, riducendo al contempo il rischio di essere costretta ad allentare la politica monetaria in modo più aggressivo attraverso un intervento diretto, ricorrendo al TPI», Transmission Protection Instrument, noto anche come “scudo anti-spread”, introdotto nel 2022.

La BCE ha iniziato a ridurre le proprie partecipazioni in titoli di Stato nel marzo 2023. Al suo picco di fine 2022, deteneva oltre 5.000 miliardi di euro in titoli di Stato, partecipazioni destinate a influenzare le condizioni finanziarie per l’impatto sui rendimenti dei titoli di Stato. Al suo apice, il portafoglio complessivo di attività della BCE – inclusi gli accantonamenti speciali di liquidità e altre operazioni di rifinanziamento che hanno aggiunto altri 2.000 miliardi di euro al suo bilancio – ammontava al 50% del PIL dell’area euro.

Si trattava di una percentuale di gran lunga superiore a quella dei bilanci della Federal Reserve statunitense (30% del PIL) o della Banca d’Inghilterra (40%).

Quando una banca centrale acquista obbligazioni, la composizione dei portafogli degli investitori cambia, inducendoli ad acquistare altri asset. La BCE dovrebbe riconoscere che le condizioni finanziarie si sono inasprite a seguito dello shock energetico legato alla guerra contro l’Iran.

«Una strategia di comunicazione credibile – suggerisce il ricercatore di BRUEGELdovrebbe includere i seguenti punti: il rallentamento del QT è parziale, la BCE continuerà a ridurre il programma, ma a un ritmo più lento, il rallentamento sarà temporaneo per attenuare un inasprimento non necessario (parte dell’inasprimento riflette chiaramente un’inflazione attesa più elevata e le aspettative di tassi di interesse più alti) e la BCE non ha come obiettivo i livelli di rendimento». Il QT (Quantitative Tightening) è una misura di politica monetaria per ridurre la quantità di moneta in circolazione e controllare l’inflazione.

La BCE potrebbe spingersi oltre, comunicando che la prossima revisione del quadro operativo di politica monetaria, prevista per il 2026, terrà conto dello shock energetico.

Nota a margine: Mahmood Pradhan è stato anche vicedirettore del Dipartimento Europeo del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE e responsabile delle relazioni bilaterali del FMI con l’Eurozona e l’UE.

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