Bollito

Germania e Israele
amici per la pelle

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riaffermato il sostegno della Germania alla creazione di uno Stato palestinese, ma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha nuovamente respinto tale iniziativa. Nella conferenza stampa congiunta tenutasi oggi (7/15/2025), i due leader hanno parlato delle rispettive priorità per Gaza e per la Cisgiordania occupata.

Merz ha ripetuto che la Germania, uno degli alleati più fedeli di Israele, desidera un nuovo Medio Oriente che riconosca uno Stato palestinese accanto allo Stato di Israele. «Siamo convinti – ha detto – che la futura creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele offra presumibilmente la migliore prospettiva per questo futuro».

Poi, in perfetto stile democristiano, ha aggiunto: «Il governo federale tedesco rimane dell’opinione che il riconoscimento di uno Stato palestinese debba avvenire alla fine, non all’inizio, di un simile processo (negoziati di pace; ndr)», mantenendo così le distanze dalle Nazioni, tra cui Francia, Spagna e Regno Unito, che hanno tutte confermato il riconoscimento formale.

Netanyahu ha confermato per l’ennesima volta che l’opinione pubblica israeliana è contraria a qualsiasi soluzione a due Stati e che l’annessione politica della Cisgiordania occupata – una preoccupazione sollevata da Merz e respinta anche dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump – resta oggetto di discussione.

A conti fatti, la visista del cancelliere ha fatto vedere che la Germania non mollerà mai Israele e che Israele “tiene per le palle”, per usare una fraseologia scostumata, la Germania. Perfino la sospensione dell’invio di armi, che Berlino aveva deciso per mostrare il proprio dissenso per la strage continua a Gaza, è rientrata subito dopo l’arrabbiatura espressa da Netanyahu.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio