Il Pentagono: iniezioni di testosterone
per avere soldati più macho

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha assunto la missione di rendere i soldati americani più macho ed ha, per questo, annunciato uno screening annuale obbligatorio per la carenza di testosterone per i militari dai 30 anni in su, comprese le donne. I militari di età inferiore ai 30 anni possono sottoporsi volontariamente allo screening e chiunque presenti bassi livelli ormonali avrà la possibilità di ricevere una terapia sostitutiva con testosterone.
Hegseth, che chiama il Dipartimento della Difesa Dipartimento della Guerra ad Alto Livello di Testosterone, ha dichiarato: «Si tratta di ripristinare e ottimizzare le proprie capacità naturali» assicurandosi «di avere le basi biologiche necessarie per sostenere la lotta» sul campo di battaglia moderno, «brutale e implacabile». Ed ha definito il ripristino dei livelli di testosterone delle truppe un «dovere sacro».
Hegseth teme l'”effeminatezza” dei militari per cui coloro che desiderano «padroneggiare la professione delle armi» devono avere i serbatoi di testosterone pieni. Iniettare nelle truppe questo ormone – prodotto da persone di ogni sesso e genere – migliorerà, dice lui, la «prontezza al combattimento».
Adrian Dobs, professoressa di medicina e oncologia alla Johns Hopkins University School of Medicine, ha spiegato alla webzine The Intercept che la terapia con testosterone può sopprimere la produzione naturale dell’ormone e dello sperma da parte dell’organismo, oltre a creare esigenze mediche che persistono anche dopo l’interruzione del trattamento. «In un certo senso, stiamo creando una dipendenza dal testosterone»: ha affermato.
Medici ed endocrinologi hanno avvertito che lo screening annunciato da Hegseth potrebbe portare a una prescrizione eccessiva di terapia ormonale sostitutiva per persone che non ne hanno bisogno. Ciò potrebbe influire sulla loro fertilità a breve termine. Dopo aver lasciato l’esercito, i militari potrebbero aver bisogno di cure mediche continue che saranno a carico del Dipartimento per gli Affari dei Veterani, che in passato ha già avuto difficoltà a fornire lo stesso tipo di assistenza.
I dati del Dipartimento della Difesa relativi al 2024 mostrano che circa 451.000 militari in servizio attivo avevano 31 anni o più, una cifra prudente che esclude i trentenni, i quali rientrerebbero anch’essi nei requisiti di selezione di Hegseth. Oltre un milione dei 1,27 milioni di militari in servizio attivo erano uomini.
Il programma per la virilità introdotto da Hegseth si interseca, scrive The Intercept, anche con una lacuna di lunga data nell’assistenza sanitaria riproduttiva militare.



