E Trump ha rimediato
due panda giganti

«Il panda gigante è sempre stato un ambasciatore d’amicizia tra il popolo cinese e quello americano. Qui ho una buona notizia: tra pochi giorni, due panda, Ping Ping e Fu Shuang, arriveranno nella loro nuova casa allo zoo di Atlanta per incontrare il pubblico americano». Si chiudono così i colloqui tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente americano Donald Trump.
Panda a parte, l’unico risultato era già arrivato prima che Xi scendesse dall’aereo: è stata prorogata fino al 10 gennaio 2027 la tregua commerciale, che sarebbe dovuta scadere il prossimo 10 novembre. Ricordo che un rapporto del Congressional Research Service a luglio scorso diceva che le merci cinesi esportate negli Stati Uniti sono ancora soggette a dazi del 36,5%, mentre le merci statunitensi che entrano in Cina sono tassate al 31%.
Riguardo all’Intelligenza Artificiale, Xi ha affermato che i due Paesi «possono essere in competizione, ma possono anche cooperare maggiormente». Ha anche aggiunto che l’IA «deve rimanere sotto il controllo umano».
In merito all’IA, scrive Forecast: «I migliori modelli di Intelligenza Artificiale cinesi sono estremamente economici e open-weight, il che significa che privati e aziende possono scaricarli e modificarli offline. E un’IA gratuita e flessibile si sta rivelando un’offerta allettante per molti sviluppatori e aziende in tutto il mondo».
L’ultima classifica pubblicata da OpenRouter, che mostra quali modelli di IA sono preferiti dagli sviluppatori di software che utilizzano la sua piattaforma, indica che i modelli cinesi hanno superato le aziende leader statunitensi all’inizio di quest’anno e ora sono nettamente in testa.
Xi ha poi fatto cenno a Taiwan, ricordando che la posizione di Pechino sulla riunificazione nazionale e sull’integrità territoriale è «chiara».
Per il resto, tanti bla-bla, almeno a livello ufficiale. Se si son detti qualcosa d’importante in segreto, di certo io non lo so. E azzarda chi fa congetture.
Sta di fatto che gli USA con la guerra contro l’Iran si sono vieppiù inguaiati: il debito è arrivato a 40 trilioni di dollari (più di 35mila miliardi di euro) cioè più del doppio del debito pubblico europeo che è di 15.300 miliardi di euro.
Nel confronto/competizione con gli americani, i cinesi hanno in mano una carta formidabile: il 60% dei giacimenti mondiali conosciuti di minerali delle terre rare.



