A Tavola

Gaza e Libano martoriati:
è la punizione collettiva

Il Board of Peace, pilotato dagli Stati Uniti, ha presentato un piano da 2,45 miliardi di dollari per la ricostruzione e la governance di Gaza. Il piano, che prevede 66 progetti, è concepito per supportare il piano di pace in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump per Gaza. Trump ha costantemente indicato tale proposta come prova di aver «posto fine» alla guerra, durata quasi tre anni. Ma rimane lettera morta il fondamento di quel piano, e cioè il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti entrato in vigore lo scorso ottobre,: i raid aerei israeliani continuano ad uccidere e le forze d’occupazione si rifiutano di ritirarsi da ampie zone del territorio di Gaza.

Mentre all’ONU e dintorni si straparla di pace e ricostruzione, cosa succede sul terreno?

Oggi le forze di occupazione israeliane hanno arrestato più di 100 palestinesi a Qalqilya e Azzun, mentre le incursioni e le operazioni militari continuano in tutta la Cisgiordania occupata. Si contano irruzioni nelle case dei quartieri di Al-Sharqi, di al-Mansour, in Khallet al-Darbe, nel quartiere di Al-Maqbara, nel quartiere di al-Shamiya, in Khallet al-Tina e nel quartiere di al-Ghanawi. Intorno a mezzanotte, rinforzi militari sono stati dispiegati in diverse aree e quartieri, tra cui Nazzal, Kafr Saba, Wadi Street e il quartiere di al-Tabbal, che rimane sotto assedio da ieri sera.

All’alba di oggi, i militari israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio di Beit Imrin, a nord-ovest di Nablus, nella Cisgiordania occupata, hanno circondato la casa della famiglia Hassoun e hanno costretto i residenti ad abbandonarla. Israele mantiene una politica di demolizione delle case appartenenti ai parenti di palestinesi coinvolti in attacchi contro israeliani, un approccio che le organizzazioni per i diritti umani hanno condannato come «punizione collettiva».

Attacchi aerei anche sulla periferia di Bani Haiyyan, nel distretto di Marjayoun, nel Libano meridionale. I droni hanno colpito la zona circostante il noto ristorante La Vita, situato tra Nabatieh al-Fawqa e Mayfadoun, nel governatorato di Nabatieh. Non si fermano gli attacchi aerei e di artiglieria contro città e villaggi. Bombardamenti di artiglieria hanno colpito la periferia orientale della città di Chaqra, nel distretto di Bint Jbeil.

L’agenzia di stampa nazionale libanese riferisce di attacchi contro villaggi nel distretto di Nabatieh, tra le città di Mayfadoun, Zawtar al-Sharqiyah e Wadi al-Salouqi, mentre anche le città di Barachit e Beit Yahoun sono state colpite dall’artiglieria. Hanno bombardato i pannelli solari nella città di Mayfadoun e il quartiere di Abd al-Nabi a Barachit. La città di al-Mansouri, nel distretto di Tiro, è stata bombardata per la seconda volta.

Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi in un post su X ha scritto che i «portavoce» di Israele stanno lanciando campagne disperate per «distorcere la storia» e mettere in discussione la credibilità di coloro che chiedono il rispetto del diritto internazionale, prendendo di mira le Nazioni Unite, le organizzazioni umanitarie e i leader internazionali.

Da tre anni, i palestinesi di Gaza convivono con la distruzione delle loro città e lo sfollamento dalle proprie case. La guerra genocida di Israele, iniziata nell’ottobre del 2023, ha causato oltre 70.000 morti.

Il prossimo 27 ottobre, gli israeliani voteranno, e i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania occupata, che comunque non possono votare, temono che anche il prossimo governo continuerà la politica di sfollamento forzato della popolazione di Gaza.

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