A Tavola

Il generale avverte Netanyahu:
servono più soldati in campo

Israele sta facendo troppe guerre contemporaneamente. E’ vero che i bombardamenti sull’Iran sono fatti da distanze di sicurezza sia con i cacciabombardieri che con i droni e, quindi, senza perdite di vite umane, ma sui terreni che più servono a Tel Aviv di occupare, i bombardamenti (anche quelli al fosforo bianco) sono utili se le truppe di terra occupano le aree distrutte. Gaza, l’annessione di fatto della Cisgiordania occupata e le incursioni in Libano e in Siria hanno consumato le truppe. In Libano, per esempio, Hezbollah sta facendo pagare molto cara l’occupazione di qualche chilometro di terreno.

Il capo di stato maggiore israeliano, il tenente generale Eyal Zamir, ha lanciato un severo avvertimento al governo Netanyahu: se non verranno prese misure urgenti, l’esercito israeliano è sull’orlo del collasso. Rivolgendosi ai ministri, Zamir ha sottolineato la necessità di una «legge sulla coscrizione, una legge sul servizio di riserva e una legge per estendere il servizio obbligatorio», aggiungendo che senza queste misure, «tra poco, le forze armate israeliane non saranno pronte per le loro missioni di routine e il sistema di riserva non durerà».

Secondo un servizio del Canale 13 israeliano di ieri (giovedì, 26/03/26) Zamir ha «sollevato 10 segnali d’allarme», esortando il governo ad agire rapidamente su una legge a lungo rimandata per alleviare la pressione sulle forze armate «esauste».

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha replicato che verranno elaborati piani per estendere il servizio militare obbligatorio.

Il 1° marzo, il giorno dopo l’inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Israele aveva annunciato la mobilitazione di altri 100.000 soldati di riserva. Ciò si aggiungeva ai 50.000 riservisti già in servizio per l’occupazione di Gaza. Inoltre, il Comando del Fronte Interno israeliano ha richiamato 20.000 riservisti, principalmente per operazioni di ricerca e soccorso, e ha dispiegato rinforzi anche presso l’Aeronautica, la Marina e la Direzione dell’Intelligence israeliane.

Intervenendo alla stessa riunione del gabinetto di sicurezza a cui aveva partecipato Zamir, il capo del Comando Centrale, il maggiore generale Avi Bluth, ha dichiarato ai ministri che le politiche governative nella Cisgiordania occupata stavano esercitando una pressione crescente sulle già scarse risorse umane dell’esercito. Secondo il rapporto, Bluth avrebbe dichiarato che, nel corso dell’ultimo anno, il governo ha approvato la costruzione di numerosi insediamenti illegali nella Valle del Giordano e in altre zone della Cisgiordania, nell’ambito di un’operazione più ampia definita da gruppi per i diritti umani e da oltre 20 Paesi come una vera e propria “annessione” da parte di Israele dei territori palestinesi occupati. Bluth ha aggiunto: «Questa è la vostra politica, ma richiede sicurezza e un pacchetto di protezione completo, perché la realtà sul campo è completamente cambiata, e questo richiede personale».

 

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