Israele si sta giocando
l’eredità dell’Olocausto
Israele ha da sempre goduto di ottima stampa e di un generalizzato consenso mondiale. Mostrando le atrocità nei campi di lavoro tedeschi è stato soprattutto il cinema a diffondere sentimenti di pietà e rispetto per il popolo ebraico. La Shoah (l’Olocausto) ha accompagnato il radicamento israeliano in Palestina come viatico al risarcimento dovuto per le vittime dei campi. Quei pochi tentativi di “revisione” di numeri e fatti sono stati condannati da leggi che hanno ratificato il dogma dell’Olocausto. E il mondo l’ha accettato: le immagini degli scheletriti prigionieri e i racconti sulle camere a gas hanno lasciato a Tel Aviv la libertà di mangiare le terre confinanti pezzo dopo pezzo, alla stregua di un carciofo che si mangia foglia dopo foglia.
In più di qualcuno, però, la tragedia di Gaza ha fatto sorgere il dubbio che Israele perseguisse una strategia genocida paragonabile a quella nota come Olocausto. Vendicare poco più di mille morti israeliani con una strage di 70mila palestinesi non è stata giudicata da molti un’azione “degna” di Israele, tant’è che molti ne hanno dato la colpa al “fascista” Netanyahu.
Anche qui il “cinema”, cioè le immagini di donne e bambini massacrati, ha stimolato nel pubblico mondiale sentimenti di pietà per le vittime e di condanna per i carnefici, ma la paura del terrorismo ha chiuso la bocca di fronte alle violazioni israeliane di tutte le leggi umane internazionali. Bombardare scuole e ospedali è una brutta cosa, ma è necessario per sconfiggere i terroristi.
I bombardamenti sull’Iran per impedire la costruzione della bomba atomica (Netanyahu è da vent’anni e più che va in giro agitando questo spauracchio) sono giustificabili: Israele si difende con attacchi preventivi.
Cos’è allora che sta erodendo le simpatie universali per Israele? Il fatto che Tel Aviv non rispetta niente e nessuno. Se c’è una tregua, la viola. Se c’è un accordo, lo tradisce. Se c’è una pace, la distrugge. I killer israeliani uccidono dove e quando vogliono: non conoscono confini, né hanno limiti.
I bombardamenti indiscriminati sul Libano – in violazione della tregua con l’Iran decisa con la mediazione del Pakistan – hanno platealmente mostrato la volontà israeliana di sterminio prima che Donald Trump (che già nel nome evoca Donald Duck, Paperino) divenga un’anatra zoppa, cioè un presidente senza maggioranza congressuale. Alle elezioni di novembre, Trump potrebbe essere sconfitto; la pace con l’Iran potrebbe aiutarlo a recuperare consensi, ma Israele ha bisogno della guerra e perciò deve fare in fretta.
Riporto alcune reazioni ai massacri in Libano.
In Libano, il presidente del Parlamento, Nabih Berri, ha accusato: «Il crimine odierno, che coincide con l’accordo di cessate il fuoco dichiarato nella regione – un accordo che Israele e il suo apparato politico e di sicurezza non sono riusciti a rispettare – rappresenta una seria prova per la comunità internazionale e una palese sfida a tutte le leggi, norme e convenzioni internazionali, che Israele viola quotidianamente attraverso la sua campagna di assassinii senza precedenti nella storia moderna».
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato: «Ieri abbiamo visto come Israele, ignorando il cessate il fuoco e violando il diritto internazionale, abbia sganciato centinaia di bombe sul Libano».
In Pakistan, il vice primo ministro Ishaq Dar ha espresso «profonda preoccupazione» per le violazioni del cessate il fuoco in Libano, durante una telefonata con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan. In qualità di mediatore del cessate il fuoco di due settimane, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif aveva esplicitamente menzionato il Libano come parte della tregua.
In Qatar, un comunicato recita: «Il ministero degli Affari Esteri invita la comunità internazionale ad adempiere alle proprie responsabilità costringendo le autorità di occupazione israeliane a porre fine ai loro barbari massacri e ai ripetuti attacchi contro il Libano, e a ritenerle responsabili del rispetto dei patti e delle leggi internazionali».
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che il cessate il fuoco concordato tra Iran e Stati Uniti deve riguardare anche le azioni militari in Libano ed ha aggiunto che la Francia ha condannato i «massicci» attacchi israeliani del giorno precedente.
Il ministero degli Affari Esteri egiziano ha definito gli attacchi di Israele contro il Libano un «intento premeditato» volto a minare gli sforzi regionali e internazionali per ridurre l’escalation.
Un comunicato del ministero degli Esteri turco recita: «La comunità internazionale deve agire immediatamente per porre fine all’occupazione israeliana del Libano e proteggere i civili».
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato di aver parlato con il presidente libanese Joseph Aoun ed di avergli espresso solidarietà per gli «attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da parte di Israele».
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran deve includere il Libano, dove Israele ha continuato a perpetrare attacchi mortali.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha detto che il governo «crede fermamente» che il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran «debba valere anche per il Libano», aggiungendo: «So che molti australiani sono preoccupati per gli eventi che si stanno verificando in Libano. Non si tratta solo dell’impatto a livello locale, ma anche dell’impatto che sta avendo in tutto il mondo».
Il ministero degli Esteri siriano ha ribadito la solidarietà al Libano, paese «fratello», e ha esortato la comunità internazionale ad «assumersi le proprie responsabilità nel contrastare le violazioni israeliane».
Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che «la sovranità e la sicurezza del Libano non devono essere violate» e che «la sicurezza delle vite e dei beni dei civili deve essere garantita».
Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’UE, ha scritto su X: «Le azioni israeliane stanno mettendo a dura prova il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La tregua con l’Iran dovrebbe estendersi al Libano».
Il vice portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Farhan Haq, ha dichiarato mercoledì che l’ONU «condanna fermamente» gli attacchi di Israele contro il Libano.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) si è detto «indignato per la devastante strage e la morte» che hanno colpito le aree densamente popolate del Libano.
Sul web sono tantissimi i filmati di manifestazioni contro Israele. Non è più possibile sostenere che si tratta di antisemiti razzisti etc.
Israele ha squarciato il Velo di Maya e sta consumando tutta l’eredità dell’Olocausto.



