L’Iran sta ricostruendo le basi
in attesa dei prossimi attacchi
Eagle 44 è stata bombardata almeno tre volte
L’Iran sta ricostruendo Eagle 44, una base aerea scavata nel fianco di una montagna, in grado di ospitare aerei da combattimento, droni e missili da crociera e balistici, perché la struttura ha subito almeno tre raid aerei quest’anno.
La base, nella provincia di Hormozgan, ai piedi dei monti Zagros, a circa 160 chilometri a nord-ovest dello Stretto di Hormuz, è gestita dall’Islamic Republic of Iran Air Force (IRIAF). I media statali iraniani l’hanno descritta come «una delle basi aeree più importanti dell’esercito, con caccia equipaggiati con missili da crociera a lungo raggio e costruita nelle profondità della Terra».
Eagle 44 si trova a distanza utile per colpire le munizioni trasportate dagli stormi aerei imbarcati sulle portaerei americane che operano nel Mar Arabico settentrionale e i missili lanciati dai cacciatorpediniere lanciamissili che le scortano, nonché gli aerei tattici e strategici dell’Aeronautica e le risorse dell’Esercito nella regione.
Dopo il crollo della fragile tregua di aprile (violata da Israele con il beneplacito americano) e l’imposizione di un secondo blocco da parte degli Stati Uniti, il Comando Centrale (CENTCOM), con sede alla base aerea di MacDill a Tampa, in Florida, ha lanciato diversi attacchi contro l’Iran il 15 luglio, e Eagle 44 è stata colpita almeno una terza volta.
Le immagini satellitari di Planet Labs del 29 settembre, ottenute in esclusiva da TWZ, indicano che l’Iran ha avviato la ricostruzione dopo gli attacchi di luglio.
Scrive Ian Ellis-Jones su TWZ: «Eagle 44 non è l’unica base che l’Iran sta riparando. Entro la fine di maggio, l’Iran aveva ripulito 50 dei 69 ingressi di tunnel colpiti in 18 strutture sotterranee, tra cui alcune “città missilistiche”, secondo un rapporto della CNN , e questo numero è probabilmente più alto ora».
Stati Uniti e Israele hanno una serie di bombe anti-bunker che potrebbero essere utilizzate. Pur non distruggendo il contenuto, le bombe sbarrerebbero gli accessi rendendo inutilizzabili le armi all’interno.
Tra le bombe anti-bunker, ricordo la GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP), (circa 16 milioni di dollari ad esemplare) che però può essere impiegata solamente dai bombardieri stealth B-2A Spirit. È assai improbabile che gli Stati Uniti investano tali risorse (tra l’altro a rischio) per una base che ha un’importanza strategica inferiore a molte altre.


