Macron a Israele: giù le mani
dalla Cisgiordania
A proposito dell’espansione degli insediamenti illegali di Israele in Cisgiordania, tra cui l’insediamento E1, dove sono previste 3.400 nuove unità abitative “spontanee”, Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: «Su questo argomento, in termini molto chiari, europei e americani sono sulla stessa lunghezza d’onda». Il progetto E1 – ha spiegato – è un tentativo di dividere in due la Cisgiordania, rendendo impossibile la formazione di uno Stato della Palestina ed ha aggiunto che qualsiasi mossa di Israele finalizzata all’annessione di parti (ma la Knesset ha già deciso per l’intero territorio) della Cisgiordania occupata supererebbe una linea rossa per gli Stati Uniti e potrebbe portare al crollo degli accordi di normalizzazione arabo-israeliani.
In un’intervista all’emittente tv France 24, rilasciata dopo un incontro con il presidente statunitense Donald Trump, Macron ha affermato di aver ricevuto assicurazioni sul fatto che Washington condivide la posizione europea sull’opposizione all’annessione. Ha detto di aver consegnato a Trump un piano di tre pagine che delinea un quadro per il futuro della Palestina ed esclude il movimento di resistenza palestinese Hamas dalla futura governance di Gaza e della Cisgiordania.
«L’obiettivo di alcuni non è combattere Hamas, ma piuttosto minare la possibilità di un percorso di pace»: ha sottolineato prima di scandire: «Non c’è Hamas in Cisgiordania».
Macron ha anche criticato la strategia militare di Netanyahu: «Ci sono tanti combattenti di Hamas quanti ce n’erano prima. La guerra totale, da un punto di vista pratico, non funziona. Questa guerra è un fallimento».
Ha sottolineato che il destino dei prigionieri e della popolazione civile di Gaza non dovrebbe essere affidato a chi non dà priorità al loro rilascio: «La priorità assoluta di Netanyahu non è il rilascio degli ostaggi, altrimenti non avrebbe lanciato l’ultima offensiva su Gaza City, né avrebbe colpito i negoziatori in Qatar».



