A TavolaBuffet

The Washington Post:
gli affari della GHF
con gli “aiuti umanitari”

Il quotidiano Usa svela gli scopi della Gaza Humanitarian Foundation

Il quotidiano statunitense “The Washington Post” ha dedicato un ampio servizio alla “Gaza Humanitarian Foundation”, un’organizzazione che dovrebbe essere senza scopo di lucro, ma che in sostanza produce profitti per aziende private americane e israeliane. Alle Nazioni Unite gira l’opinione che la “GHF” sia uno strumento del governo israeliano per usare la fame come arma e i recenti episodi pare la confermino.

L’autorevole quotidiano di Washington (dal 2013 di proprietà del fondatore di “Amazon” Jeff Bezos) scrive che dai contratti legati alla “GHF” traggono utili la società di private equityMcNally Capital”, con sede a Chicago, che ha una sussidiaria chiamata “Orbis Operations” che ha contribuito a creare la Fondazione, e “Safe Reach Solutions”, una società creata l’anno scorso appositamente per agire in qualità di appaltatore principale che supervisiona le operazioni della “GHF” a Gaza.

La “Boston Consulting Group”, società anch’essa fondatrice della “GHF”, ha fatto sapere che il suo lavoro era pro bono, ma in seguito ha firmato un contratto di due mesi del valore di oltre 1 milione di dollari con “McNally Capital” per continuare a supportare la “Safe Reach Solutions”. Poi la “BCG” ha fatto marcia indietro e si è ritirata dal progetto.

Le limitazioni finanziarie e l’incertezza che circondano i colloqui di cessate il fuoco hanno ritardato la proposta più ampia e controversa della “Gaza Humanitarian Foundation”, quella cioè di deportare i residenti di Gaza, secondo un programma delineato in una presentazione di 19 pagine – scrive “The Washington Post” – all’ambasciata statunitense a Tel Aviv all’inizio di quest’anno.

Una strategia molto elaborata: distribuzione mirata di pacchi di sopravvivenza, spostamento forzato della popolazione per lasciare spazio a nuovi insediamenti illegali israeliani e profitti per le aziende partecipanti.

Il quotidiano statunitense racconta anche di commistioni con agenti della ”Central Intelligence Agency” (CIA), ma questo è un filone che dovrò approfondire.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio