Antipasto

La Corea del Sud cerca
un accordo con l’Iran

Per il blocco nello Stretto di Hormuz, la Corea del Sud sta cercando di trovare un equilibrio tra un accordo con l’Iran per il libero passaggio e il non scatenare l’ira del presidente Trump. È improbabile che la Corea del Sud sia la prima a raggiungere un accordo con l’Iran. Seul probabilmente baserà le proprie azioni su quelle del Giappone. Intanto, l’indice KOSPI (Korea Composite Stock Price Index) sta registrando pessime sedute e il won sudcoreano ha toccato il minimo degli ultimi 17 anni (10mila won sono più o meno 6 euro).

Le riserve strategiche di petrolio potrebbero essere sufficienti a coprire solamente 26 giorni di consumo effettivo. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita della Corea del Sud di 0,4 punti percentuali, il calo più marcato tra le principali economie, e ha alzato le proiezioni di inflazione al 2,7%. Gli analisti del CSIS prevedono che gli effetti a catena dell’inflazione colpiranno i settori dei trasporti, della logistica, della petrolchimica, dell’agricoltura, degli alimenti e delle bevande nei prossimi due-sei mesi.
Il presidente Lee Jae Myung sta gestendo una mobilitazione governativa su vasta scala a soli due mesi dalle elezioni locali, mentre gli avvertimenti di stagflazione si fanno sempre più pressanti. La sua amministrazione ha imposto tetti massimi di emergenza ai prezzi dei carburanti, ha pianificato un rilascio record di 22,5 milioni di barili dalle riserve dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), ha stanziato un  bilancio supplementare di 17 miliardi di dollari,  si è assicurato 24 milioni di barili di greggio dagli Emirati Arabi Uniti, ha accelerato la riattivazione dei reattori nucleari in manutenzione ed ha istituito una struttura di risposta alle emergenze di alto livello con a capo lo stesso presidente.

Oltre alle forniture energetiche, il blocco ha messo in luce le vulnerabilità della catena di approvvigionamento dei semiconduttori in Corea del Sud, che si riforniva del 64,7% dell’elio dal Qatar, colpito dagli stessi attacchi iraniani che hanno interrotto la produzione nella città industriale di Ras Laffan. Da allora il prezzo dell’elio è aumentato di oltre il 40% e non esiste un’alternativa valida.

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