I laser pagati dagli USA
e venduti da Israele
I sistemi laser Iron Beam e missili antibalistici Arrow sono presentati come esempi di ingegno militare israeliano. La verità è, come scrivono Ryan Grim e Murtaza Hussain su Drop Site News, che sono stati sviluppati e finanziati dagli Stati Uniti, prima di essere ceduti a Israele tramite leggi del Congresso, nonostante gli avvertimenti delle agenzie di intelligence statunitensi secondo cui il trasferimento della tecnologia a Israele equivaleva di fatto a consegnarla ad avversari degli Stati Uniti come Cina e Russia.
Israele dice di aver investito molto denaro nel programma. Bene. Gli Stati Uniti hanno contribuito direttamente con oltre 4 miliardi di dollari, mentre la quota israeliana è stata finanziata in gran parte con fondi militari esteri forniti dagli Stati Uniti. Nonostante ciò, le dichiarazioni pubbliche di Stati Uniti e Israele enfatizzano la natura congiunta del programma.
Per quanto riguarda i rischi della vendita da parte di Tel Aviv a Mosca e Pechino, un rapporto della Defense Intelligence Agency (DIA) del 1999 è stato ripreso dal Washington Times in un articolo intitolato “Israele sospettato di trasferire dati sulle armi laser statunitensi alla Cina“. La DIA ha anche trovato prove che Israele trasferiva regolarmente la tecnologia alla Cina e nascondeva l’accordo agli Stati Uniti. Gli analisti dell’intelligence portavano persino brochure di marketing dell’industria della difesa israeliana alle riunioni, per dimostrare in modo sfacciato la propria disponibilità a vendere tecnologia americana segreta alla Cina.
David Pyne, che all’inizio degli anni 2000 lavorava come civile nell’ufficio del Pentagono che supervisionava lo sviluppo del programma Arrow 2, ha affermato di essere ancora infastidito dal fatto che, nonostante l’impegno profuso dai militari americani e il pagamento delle spese da parte dei contribuenti statunitensi, gli Stati Uniti non abbiano potuto beneficiare appieno del sistema. «Non hanno contribuito con un centesimo al programma, ma la cosa che mi ha fatto infuriare all’epoca, e ovviamente anche in seguito, è che non abbiano voluto condividere il prodotto finale»: ha dichiarato Pyne in riferimento alla “partecipazione” israeliana al programma.



