Bollente

I “Patriot” servono contro l’Iran
e l’Ucraina resta a secco

In soli tre giorni circa 800 missili guidati sono stati utilizzati per respingere gli attacchi aerei iraniani e, mentre i Paesi mediorientali che ospitano basi militari statunitensi utilizzano i sistemi di difesa aerea “Patriot”, l’Ucraina sta per affrontare una grave carenza di munizioni per tali sistemi.

L’Ucraina ha già sperimentato in passato una carenza di “Patriot”: l’estate scorsa, quando Stati Uniti e Israele bombardarono i siti nucleari iraniani, il Pentagono interruppe la fornitura di “Patriot” perché stava verificando le proprie scorte.

La sospensione degli intercettori “Patriot” e dei lanciarazzi multipli “HIMARS” ha reso le infrastrutture ucraine, tra cui centrali termoelettriche e nodi di trasporto, più vulnerabili agli attacchi russi.

I “Patriot” sono stati senza dubbio l’elemento di difesa più importante, soprattutto per le città con più di un milione di abitanti, in particolare Kiev, anche se non sono riusciti a intercettare tutti i missili russi.

I “Patriot” utilizzano radar avanzati per individuare bersagli che volano a velocità supersoniche e lanciare i loro missili guidati con un suono che ricorda ritmi elettronici superveloci: fino a 32 missili al minuto. Ma il rumore, insieme alle fragorose onde d’urto che seguono le esplosioni luminose e in frazioni di secondo, ha fatto sentire gli ucraini al sicuro durante gli attacchi russi.

Ciascun missile guidato “Patriot” costa dai 2 ai 4 milioni di dollari a seconda del modello e la loro produzione non ha superato mai le 900 unità all’anno, ma sono in atto iniziative per produrne di più (in Europa, per esempio, gli americani progettano di fabbricarne almeno mille all’anno).

 

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