Bollente

Israele spende 30 mld di euro
per armare le guerre in corso

Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, e il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, hanno concordato il quadro di spesa per la difesa mentre il governo si prepara a discutere il bilancio del prossimo anno. Bilancio che deve essere approvato entro il prossimo marzo se si vogliono evitare nuove elezioni (che probabilmente manderebbero a casa – e in galera – Netanyahu).

L’ufficio del ministro della Difesa ha annunciato che il bilancio militare israeliano per il prossimo anno è stato fissato a 112 miliardi di shekel (29.776.465.600,00 di euro), in aumento rispetto ai 90 miliardi di shekel previsti in una bozza precedente. Per capire bene di che cifra stiamo parlando, ricordiamo che il bilancio italiano della Difesa è esploso per il 2025 a 31 miliardi di euro, mentre per il 2024 sfiorava appena i 21 miliardi. L’Italia spenderà un paio di miliardi in più rispetto ad Israele grazie al riarmo imposto dagli USA per fermare la prossima invasione cosacca. Se si confrontano gli oltre duemila miliardi di euro del PIL dell’Italia nel 2024 con i 463 miliardi di euro del PIL di Israele, anche un ragazzino delle elementari calcolerebbe che un Paese con un reddito quattro volte meno dell’italiano spende nel 2024 in armamenti più dell’Italia.

Per quanto tempo, Israele può reggere questa economia di guerra? Se gli ebrei degli altri Paesi si convinceranno che l’unico modo di fermare l’espanSionismo di Tel Aviv sarà di non spedire più quattrini, Israele dovrà portare i libri in tribunale.

Nel 2024, la guerra a Gaza e gli attacchi in Libano sono costati a Israele circa 27 miliardi di euro.

Per la Cisgiordania occupata, intanto, il report dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) per questa settimana informa che metà dei 227 palestinesi uccisi dalle forze armate israeliane o dai coloni tra il 1° gennaio e il 1° dicembre in Cisgiordania si trovavano nei governatorati di Jenin e Nablus e che più di 95.000 palestinesi sono stati colpiti dalle operazioni estese delle forze israeliane nella Cisgiordania settentrionale, in particolare nei governatorati di Jenin e Tubas. E questo in una settimana “protetta” dal cessate il fuoco.

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