Israele e USA hanno indebolito
l’autorità dell’ONU
L’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) non gode più della credibilità (e della forza) goduta per decenni. Da quando Israele ha ignorato le sue risoluzioni, c’è stato un veloce ridimensionamento. L’ONU non è più garante della pace e della sicurezza internazionale. Altre Organizzazioni, come il G20 o il G7, per esempio, contano di più. Gli Stati Uniti, e cioè il maggior finanziatore dell’Organizzazione (al secondo posto c’è la Cina), hanno ridotto/smesso di versare i contributi. Il Consiglio di Sicurezza, l’organo composto inizialmente dalle Nazioni vincitrici della Seconda Guerra Mondiale e poi allargato, non decide più niente perché i membri fondatori esercitano vicendevolmente il diritto di veto.
Le Nazioni Unite, in pratica, funzionano alla meno peggio quando non funzionano affatto. La causa sta nelle rivalità tra Stati Uniti, Russia e Cina? Ma per decenni in Consiglio di Sicurezza si sono confrontati USA e URSS, trovando il più delle volte delle soluzioni approvate da entrambe le potenze. Perché proprio adesso non si aprono spiragli nel confronto?
Al centro c’è Israele e l’espanSionismo che sta facendo terra bruciata ai confini. Il veto degli USA ferma qualunque decisione dell’ONU, nonostante molti organismi, a cominciare dal segretario generale Antonio Guterres e dall’UNICEF, siano più volte intervenuti per denunciare i massacri israeliani a Gaza e altrove.
Se l’ONU è paralizzata dalla prepotenza israelo-americana, altre organizzazioni internazionali non lo sono, ma nessuna di loro ha il potere di intervento armato. Senza la forza, non c’è diritto.
Altre istituzioni delle Nazioni Unite, come quelle che si occupano di rifugiati, salute e ambiente, vanno avanti a fatica e a passo lento. I loro appelli per maggiori risorse, per esempio per far fronte al numero record di sfollati in tutto il mondo, sono parole al vento. La morte di oltre 220 membri del personale ONU nell’invasione israeliana di Gaza ha mostrato lo stato delle cose. Chi crede più di essere protetto dal casco ONU?
Sul versante “istituzionale”, Pechino sta cercando di ottenere ruoli all’interno delle Nazioni Unite che le consentano di plasmare le regole globali, cosa che preoccupa Washington. La strategia cinese punta a ridefinire la governance globale. Il multilateralismo apre la strada ad una maggiore influenza di Pechino. In diverse occasioni, la Cina si è fatta vedere come un solido pilastro di stabilità (in contrapposizione agli USA che fanno guerre e seminano discordie). La Cina tende a guidare il Sud Globale, e anche per questo ha bisogno di ricoprire ruoli chiave nelle diverse agenzie ONU.
Il punto essenziale per la Cina è la non interferenza negli affari interni di un Paese. Pechino non si propone come gendarme del mondo e in tutte le risoluzioni insiste sul rispetto rigoroso della Carta dell’ONU.



