Bollito

Trump per uscire dallo stallo
potrebbe riprendere a sparare

E’ molto probabile che, una volta concluse le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump riprenderà i bombardamenti sull’Iran. L’impennata dei prezzi alla pompa ha fatto arrabbiare gli americani e questo si traduce in calo dei consensi elettorali. Ecco perché Trump si è fermato ed ha finto di voler trovare accordi aprendo ai canali della diplomazia.

E’ ovvio che Stati Uniti e Iran non possano sopportare in egual misura danni economici crescenti. Per un americano, la benzina costosa è colpa della Casa Bianca. Per un iraniano, l’erogazione intermittente dell’energia elettrica è colpa degli americani.

«La realtà – scrivono su Foreign Policy Cole Bucy, ex analista della CIA, e Nate Swanson, direttore dell’Iran Strategy Project all’Atlantic Council – è che Trump si trova di fronte a pessime opzioni per uscire da questa situazione di stallo. L’unica cosa peggiore sarebbe insistere su un’escalation distruttiva e inutile».

Dopo le elezioni di midterm, state certi che le pressioni di Israele e dei filo-israeliani, per «portare a termine il lavoro» (come dicono loro), spingeranno Trump a ricercare la vittoria militare.

Gli Stati Uniti e Israele potrebbero decidere di lanciare nuovi attacchi più intensi contro gli stessi tipi di obiettivi – installazioni militari, sistemi missilistici schierati e infrastrutture energetiche – che sono stati colpiti a marzo. Ci si deve chiedere però se i rinnovati bombardamenti cambierebbero il comportamento dell’Iran, visto che fino ad oggi non hanno spostato d’una virgola l’establishment iraniano.

Bucy e Swanson spiegano: «Lo scenario migliore sarebbe che Trump usasse questi attacchi come pretesto per tornare ai negoziati. Tuttavia, il rischio è che l’Iran possa nuovamente concentrare la sua rappresaglia sugli Stati del Golfo, già preoccupati per i danni collaterali subiti. Lo scenario peggiore per Trump sarebbe quello di autorizzare attacchi contro le infrastrutture civili iraniane, spingendo l’Iran a rispondere con attacchi contro i vulnerabili siti energetici del Golfo».

Fin dall’inizio della guerra gli USA e Israele hanno provato a scatenare un’opposizione interna (una riedizione delle cosiddette primavere arabe) ed hanno anche armato gruppi di opposizione, come i Curdi. Senza risultato.

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