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I soldati israeliani stressati
rifiutano di combattere

Il canale tv pubblico israeliano Kan 11 ha riferito che quattro soldati del 931° Battaglione di Nahal sono stati congedati dal servizio di combattimento dopo essersi rifiutati di rientrare a Gaza dopo molteplici missioni nella Striscia.

Le forze di occupazione israeliane (Israel Occupying Force – IOF) hanno confermato la notizia specificando che, secondo la valutazione di un professionista della salute mentale militare, i soldati erano stati ritenuti psicologicamente in grado di continuare a combattere.

Secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth (Ultime notizie), dal 7 ottobre 2023 sono rimasti feriti oltre 18.500 soldati israeliani, tra cui migliaia che hanno riportato gravi traumi psicologici. Il quotidiano fa riferimento ai dati del ministero della Sicurezza israeliano, secondo i quali una parte di questi soldati non soltanto è stata congedata dal servizio militare, ma si è anche ritirata dal mondo del lavoro, il che fa prevedere costose conseguenze economico-sociali.

Il ministero di Tel Aviv prevede che circa il 50% dei futuri infortuni militari riguarderà le condizioni psicologiche tra le quali il disturbo più diffuso è lo stress post-traumatico (PTSDPost-Traumatic Stress Disorder). E’ necessaria, dicono al ministero, una rivalutazione immediata delle infrastrutture per l’assistenza sanitaria mentale, degli stanziamenti di fondi e degli approcci terapeutici per affrontare la crisi in aumento.

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