Trump: a Cuba s’affollano
spie russe e cinesi
Cuba è tornata al primo posto delle ossessioni americane da quando il presidente Trump ha stilato un decreto esecutivo che recita: «Cuba ospita la più grande struttura russa di intelligence per le comunicazioni all’estero, che tenta di rubare informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti».
Un organo indipendente che si occupa di Cuba e delle relazioni con Washington, Belly of the Beast, ha smentito gli americani. Non è vero che l’Avana sponsorizzi il terrorismo e sia alleata di Iran, Hamas, Russia e Cina. Da parte statunitense ci sono due voci particolarmente autorevoli: il think-tank CSIS e il quotidiano The New York Times.
Il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali aveva pubblicato un rapporto che, con l’ausilio di immagini satellitari commerciali, identificava quattro località a Cuba, «dove è più probabile – scrivevano gli analisti – che la Cina gestisca basi di spionaggio».
Il giornale newyorchese aveva pubblicato che la base di spionaggio russa era «piena di antenne e altre apparecchiature di intercettazione» in grado di spiare il Comando Centrale degli Stati Uniti, le piattaforme di lancio satellitare di Cape Canaveral e la residenza di Trump a Mar-a-Lago. Il luogo? Lourdes, un’ex base sovietica alla periferia dell’Avana chiusa da Vladimir Putin nel 2001.
Oggi, Lourdes (nota anche come Torrens) ospita l’Università di Scienze Informatiche di Cuba (Universidad de las Ciencias Informáticas UCI). I cronisti di Belly of the Beast hanno girato per il campus, perlustrato il terreno e parlato con studenti, docenti e personale, senza trovare alcuna prova di una base di intelligence russa attiva.
Negli anni ’80, secondo l’intelligence statunitense, Lourdes era «la base più grande e importante dell’URSS al di fuori dell’Unione Sovietica per la raccolta di informazioni contro gli Stati Uniti».
La chiusura di Lourdes, comunque, non pose fine alle voci su basi di spionaggio straniere a Cuba. Il quotidiano statunitense in lingua spagnola El Nuevo Herald rivelò che Lourdes era stata sostituita da una base cinese a Bejucal, una cittadina a circa sette miglia di distanza.



