I programmi spaziali canadesi
mirano all’indipendenza dagli USA

In Canada, per il governo liberale del primo ministro Mark Carney le capacità spaziali nazionali svolgono un ruolo vitale nella sicurezza nazionale. Oggi il Canada dipende dagli Stati Uniti per l’invio di satelliti nello spazio, poiché non possiede la capacità di lanciare razzi in orbita. Il massimo che può fare è lanciare razzi ai confini dello spazio, in voli suborbitali.
La giornalista della testata americana POLITICO Mickey Djuric scrive che «il governo di Carney considera la capacità di lancio nazionale un’infrastruttura critica, al pari dell’energia e dei trasporti, poiché gran parte della difesa, della sorveglianza e delle attività economiche moderne dipendono dai satelliti».
I funzionari canadesi insistono sul fatto che i loro piani spaziali non siano legati a specifiche iniziative statunitensi, come il Golden Dome, il sistema di difesa missilistica pianificato dagli Stati Uniti per intercettare missili balistici, ipersonici e da crociera prima del lancio o durante il volo. Il Canada, dunque, va riducendo la dipendenza da Washington rispondendo in modo autonomo alla domanda di lanci satellitari, sia commerciali che militari.
Secondo le stime di Deloitte, il mercato spaziale nazionale canadese dovrebbe valere 40 miliardi di dollari entro il 2040. Ricordo che, nel 2022, il settore spaziale canadese aveva generato circa 5 miliardi di dollari canadesi (3 miliardi e 35 milioni di euro) dei quali 2 miliardi provenienti dall’export.
Vale la pena qui sottolineare che la multinazionale britannica di servizi di consulenza e revisione Deloitte Touche Tohmatsu (nota come Deloitte e chiamata anche Deloitte & Touche) è attualmente la più grande rete di servizi professionali al mondo.
Il Canada non è il solo Paese a mirare all’autonomia. Anche altri alleati storici degli Stati Uniti stanno iniziando a considerare l’accesso indipendente allo spazio come un requisito fondamentale per la sicurezza nazionale, «soprattutto –scrive Mickey Djuric – in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e di maggiore contesa spaziale».


