Il presidente Trump partorisce
la Super Intelligence Force
Il presidente Donald Trump ha annunciato che il Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI), Jay Clayton, assumerà il ruolo di nuova creazione di responsabile dell’Intelligenza Artificiale, pur continuando a supervisionare la comunità dei servizi segreti statunitensi. Il DNI è il principale consigliere del presidente in materia di intelligence e dirige un apparato di spionaggio statunitense con un budget di oltre 80 miliardi di dollari. Supervisiona i bilanci e coordina l’analisi di intelligence di 18 agenzie, tra cui CIA, DIA, NSA, DEA, FBI.
In un post su Truth Social, Trump ha affermato che Clayton guiderà la neonata Super Intelligence Force, con l’obiettivo di «garantire che l’America continui a essere leader mondiale nella Super Intelligence, che molti considerano più importante della Rivoluzione Industriale e di Internet, e che tuteli gli interessi e migliori la vita di tutti gli americani».
Con Clayton alla guida della task force contiamo il presidente della Federal Trade Commission (FTC), Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Guerra per la ricerca e l’ingegneria, Emil Michael, e Scott Kupor, direttore dell’Ufficio per la gestione del personale. I magnifici quattro riferiranno direttamente a Trump e al suo capo di gabinetto, Susie Wiles.
In un’intervista televisiva di fine settembre, Clayton si era espresso contro un rallentamento generalizzato dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, affermando che sarebbe stato imprudente fare un passo indietro e lasciare che altri Paesi superassero gli Stati Uniti. Si era poi detto sicuro che le leggi in vigore in materia di responsabilità del prodotto sono sufficienti ad affrontare i rischi derivanti da questa tecnologia.
Secondo il quotidiano statunitense POLITICO, il nuovo ruolo di Clayton garantirà che la comunità militare e dell’intelligence avrà una voce autorevole nella definizione delle politiche nazionali sull’IA. Temendo i progressi della Cina in questo campo, la comunità della sicurezza nazionale si sta già adoperando per integrare le tecnologie più potenti della Silicon Valley in ogni ambito, dalle strategie di individuazione dei nemici in guerra alle operazioni cibernetiche militari e all’analisi dell’intelligence. Potrebbe inoltre dare nuova linfa a un ruolo di supervisione dei servizi segreti, istituito all’indomani degli attentati dell’11 settembre, ma che secondo alcuni non assolve più a una funzione ben definita.



