Trump sospende Starlink:
un avvertimento all’Ucraina
L’Ucraina ha dichiarato che SpaceX, la società di Elon Musk, ha limitato l’accesso ai servizi internet militari Starlink. Il Wall Street Journal ha riportato che le nuove limitazioni «riducono la velocità con cui alcune armi ucraine possono viaggiare e connettersi a internet».
E’ noto che SpaceX fin dal primo giorno di guerra (ufficialmente, ma forse da prima) aveva attivato Starlink a Kiev e spedito i primi terminali. Per intercettare i droni russi e lanciare attacchi contro Mosca, il governo ucraino si è sempre affidato a Starshield, una versione militare di Starlink, finanziata dal Dipartimento della Guerra (DoW) statunitense.
Secondo alti funzionari e militari ucraini, i guasti alle comunicazioni avvenuti nelle prime ore di mercoledì hanno interrotto diverse missioni in corso. Il consigliere del ministero della Difesa ucraino, Serhii Beskrestnov, ha lamentato che sono state fermate anche le operazioni con droni a lungo raggio. Evidentemente, il “suggerimento” del presidente Trump di non bombardare le raffinerie russe fino a nuovo ordine è stato reso operativo da Space X. Il presidente ucraino Zelensky si deve convincere che senza i sistemi satellitari americani e senza il concorso dell’intelligence (europea, americana, israeliana) è praticamente disarmato.
Elon Musk ha scritto su X: «I sistemi Starshield sono di proprietà e controllati dal governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limitazione di velocità o utilizzo è decisa dalle forze armate statunitensi e, in ultima analisi, dal presidente degli Stati Uniti».
Sotto la spada di Damocle delle imminenti elezioni di metà mandato, Trump sta facendo l’impossibile per far calare il prezzo di benzina e gasolio. La settimana scorsa aveva addirittura sospeso le sanzioni statunitensi sulle esportazioni di diesel russo. Zelensky ha continuato a bombardare le raffinerie di petrolio russe e, per fermarlo, è stato necessario staccargli la spina.



