A Tavola

Israele chiude il valico di Rafah
E’ la strategia del carciofo

Sui palestinesi di Gaza incombe un inverno di fame e freddo

L’agenzia Drop Site News informa che Israele ha imposto una “chiusura completa e totale” del valico di Rafah, bloccando gli aiuti umanitari, le spedizioni commerciali, il cibo, il carburante e il gas da cucina in ingresso a Gaza attraverso la rotta egiziana. Tel Aviv ha giustificato la decisione tirando in ballo un presunto contrabbando nonché le «interferenze degli organi governativi nella Striscia di Gaza». Ricordo che la rotta egiziana è percorsa quotidianamente da circa 50-60 camion, e il carburante e il gas transitano interamente attraverso questa via. In base all’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025, 600 camion di aiuti umanitari sarebbero dovuti entrare a Gaza ogni giorno, ma Israele ha limitato le consegne, consentendo in media circa 200 camion al giorno, ulteriormente ridottti.

La chiusura del valico arriva mentre i palestinesi di Gaza si preparano all’arrivo dell’inverno, vivendo in tende improvvisate e case gravemente danneggiate, con un’insicurezza alimentare sempre più grave, aggravata dai tagli agli aiuti alimentari delle Nazioni Unite (https://www.pastaepatate.eu/bollente/lonu-riduce-gli-aiuti-e-a-gaza-si-muore-di-fame/).

Il ministero della Salute di Gaza ha dichiarato ieri (martedì 3/XI/26) che il 42% dei farmaci essenziali e il 50% delle forniture mediche sono esauriti, portando i servizi sanitari essenziali sull’orlo del collasso totale. Fra l’altro, le restrizioni israeliane ostacolano le cure al di fuori di Gaza.

Per quanto riguarda la strategia del carciofo, cioè di mangiare il tutto una foglia alla volta, le autorità israeliane hanno emesso ordini militari per il sequestro di circa 45 dunam (4.000 ettari) di terreno palestinese nella Cisgiordania occupata. Nella parte settentrionale della valle del Giordano, le forze israeliane hanno ordinato la confisca di sette dunam a Khirbet Al-Hadidiya per costruire una strada militare, dopo precedenti confische di terreni e la creazione di un avamposto di insediamento nella zona. A Jenin, due ordinanze riguardano 11,2 dunam a Deir Abu Daif e Qabatiya per la costruzione di strade e zone cuscinetto intorno agli insediamenti abusivi di Ganim e Kadim, che Israele ha ricostruito quest’anno dopo averli evacuati nel 2005. Nei pressi di Ramallah, un altro provvedimento riguarda un’area di 26,5 dunam a Deir Nizam, Umm Safa e Atara per la costruzione di una strada di collegamento tra gli insediamenti.

Ieri, le forze israeliane hanno demolito cinque negozi a nord-ovest di Hebron. A Yatta, a sud di Hebron, i coloni israeliani hanno dato fuoco a due veicoli, a un magazzino agricolo e a una casa in costruzione, e hanno imbrattato i muri con scritte razziste. I militari hanno aggredito dei palestinesi intenti a raccogliere olive a Khalayel Al-Louz, a sud-est di Betlemme, impedendo loro di proseguire la raccolta. Coloni israeliani hanno mandato all’ospedale un palestinese di 60 anni a Burqa, a nord-ovest di Nablus. A Majdal Bani Fadel, a sud di Nablus, i coloni hanno dato fuoco a due veicoli parcheggiati davanti ad alcune abitazioni palestinesi. I militari hanno arrestato Luay Nawaf, capo del consiglio del villaggio di Ein Yabrud, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione a est di Ramallah.

E mi fermo qui, ma credo siano sufficienti questi fatti ad individuare la determinazione di Israele a sgombrare il campo. E’ una riedizione degli sgomberi delle tribù indiane ad opera dei coloni bianchi protetti dalla cavalleria.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio