A Tavola

Le lezioni di Ucraina e Iran
aprono nuovi scenari

Gli americani si adeguano alla guerra con i droni

Le forze terrestri statunitensi si stanno modernizzando in un contesto di rapidi cambiamenti strategici e tecnologici, in cui sistemi senza pilota, attacchi di precisione a distanza e una logistica complessa mettono in discussione le consolidate convinzioni su come prevalere sul campo di battaglia. Sia l’Esercito che i Marines stanno rivedendo la propria struttura e dottrina per affrontare minacce come le capacità anti-access/area denial (A2/AD) degli avversari e l’uso crescente di sistemi senza equipaggio (droni, robotica, intelligenza artificiale).

La guerra in Ucraina ha evidenziato la difficoltà di mantenere scorte sufficienti di munizioni (per esempio, proiettili da 155 mm e missili Patriot). Gli Stati Uniti non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di produrre 100.000 proiettili da 155 mm al mese. Sono in corso iniziative per sviluppare munizioni più economiche e facilmente producibili, anche tramite stampa 3D e componenti commerciali.

Le forze terrestri devono sviluppare capacità di contro-droni (C-UAS) sia per la difesa delle basi che per la sopravvivenza dei soldati in prima linea. L’esercito ha creato la Joint Interagency Task Force 401 per coordinare le attività di contrasto ai droni a livello interforze. L’integrazione di sistemi difensivi contro droni in una rete stratificata di sensori ed effettori rimane una sfida, come dimostrato dagli attacchi subiti durante i bombardamenti sull’Iran.

L’Esercito ha introdotto riforme per migliorare il reclutamento e la preparazione dei soldati. Le linee guida “How the Army Fights” riguardano anche l’aumento delle scorte di munizioni, una più rapida adozione di sistemi senza pilota e autonomi e un ciclo di feedback più stretto con l’industria.

Sia l’Esercito che i Marines adottano strategie di “divest to invest” (disinvestire da capacità obsolete per investire in nuove tecnologie). Le priorità di acquisizione includono sistemi d’arma più leggeri, autonomi e letali, capacità di difesa aerea e contro-droni, e l’espansione delle scorte di munizioni.

I Marines hanno introdotto programmi per rendere ogni soldato anche un operatore di droni, mentre l’Esercito ha aggiornato i test di fitness e le procedure di addestramento per riflettere le nuove esigenze tecnologiche e tattiche.

L’integrazione delle lezioni apprese dai conflitti recenti (come in Ucraina) è ancora lenta e incompleta, e la formazione deve evolvere rapidamente per preparare i soldati alle nuove minacce tecnologiche. E non dimentichiamo carri armati e blindati, tutti i veicoli dovranno essere riprogettati per bilanciare mobilità, protezione e letalità.

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