A Napoli Blue Connect:
manca il personale marittimo
Per fare incontrare i giovani e le imprese

Al Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, si svolge da ieri Blue Connect, l’iniziativa promossa da Randstad e Clickutility Team, dedicata all’incontro tra università, giovani talenti e imprese del settore marittimo e logistico. La ricerca “Il capitale umano nel settore portuale italiano: struttura demografia e fabbisogni di competenze per il futuro” di Randstad Research, il centro di ricerca del gruppo Randstad, la multinazionale che opera nel settore risorse umane, è stata presentata durante la 7a edizione della Naples Shipping Week (NSW26), l’evento internazionale dedicato alla blue economy. In sintesi: le aziende hanno forti difficoltà nel reperire personale, sia tra le figure tecniche specializzate che tra gli operatori dei mezzi di trasporto. Esempio: i conduttori di mezzi pesanti e camion sono la professione con il volume d’entrata più elevato (oltre 232 mila assunzioni previste), eppure la difficoltà di reperimento supera il 56,7%.
Leggo su InforMare: «I porti italiani sono in profonda evoluzione per effetto della digitalizzazione e della transizione green, ma la filiera portuale e logistica deve fare i conti con difficoltà nel reperimento delle competenze».
«Per affrontare la carenza di competenze nel settore portuale – ha rilevato Antonio Lampugnani, associate director di Randstad Operational Intempo – serve un intervento strutturale su più fronti. Bisogna investire nella formazione, sia per rafforzare il collegamento tra imprese, scuole e università con percorsi sempre più aderenti alle esigenze del mercato del lavoro, sia per aggiornare le competenze di chi già opera nel settore. Occorre rendere le professioni portuali più attrattive per i giovani e favorire una maggiore partecipazione femminile, superando l’immagine di un comparto legato esclusivamente a mansioni tradizionali e fisiche». Sono 13 i profili chiave (pari a 1,07 milioni di lavoratori) emersi dalla mappatura: comandanti e ufficiali di bordo, tecnici dell’organizzazione del traffico portuale, spedizionieri e tecnici della distribuzione, addetti alla gestione dei magazzini, addetti alla gestione amministrativa dei trasporti merci, vigili del fuoco, conduttori di mezzi pesanti e camion, conduttori di carrelli elevatori, marinai di coperta, conduttori di caldaie, conduttori di barche e battelli a motore, facchini, addetti allo spostamento merci.
Dal punto di vista della scolarizzazione, quasi metà degli occupati (il 49,4%) è in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, il 41,4% possiede al massimo la licenza media o ha assolto l’obbligo scolastico. I laureati sono soltanto il 9,2% degli occupati. L’età media è avanzata: la fascia anagrafica più consistente è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, i giovani con meno di 35 anni sono il 21,4% degli occupati.



