Netanyahu ha perso 14 seggi
Gli Arabi ne hanno presi 19
I partiti in corsa erano 38: ecco i nomi

La coalizione di Netanyahu, ha perso 14 seggi. Sullo specchietto pubblicato dal Comitato Elettorale Centrale (The Central Elections Committee) la dicitura è: “Il Likud, guidato da Benjamin Netanyahu, punta alla carica di primo ministro”. Aveva in totale 67 seggi, cioè la maggioranza sui 120 membri della Knesset, e oggi ne ha 53.
Questo dovrebbe essere il dato dal quale partire per cercare di capire cosa stia succedendo nella società israeliana. Tutti i commentatori ed esperti politologi si sono lanciati, invece, sul fatto che nessuna delle due principali coalizioni ha ottenuto i necessari 61 seggi. I partiti di opposizione, raccolti nella dicitura “Yashar! Con Eisenkot come Primo Ministro, uniamo Israele”, sono arrivati a 48 seggi.
I rimanenti 19 seggi sono stati conquistati dai partiti arabi Ra’am – La Lista Araba Unita.
I partiti in corsa erano 38, ma meno della metà avevano concrete speranze di superare la soglia di sbarramento del 3,26% prevista dalla legge elettorale per ottenere almeno un cadreghino.
Qui di seguito i nomi delle liste sulla scheda elettorale. Delle prime due coalizioni ho detto all’inizio, qui pubblico tutti gli altri.
Insieme, guidato da Naftali Bennett
Lista Comune
I Democratici, guidati da Yair Golan
Israele, casa nostra, guidato da Avigdor Liberman
Ra’am – La Lista Araba Unita
Potere Ebraico, guidato da Itamar Ben-Gvir
Giudaismo unito nella Torah – Agudat Yisrael – Degel HaTorah
Unione dei Sefarditi Osservanti della Torah, il movimento di Maran Rabbi Ovadia Yosef, di benedetta memoria
Partito Sionista Religioso, guidato da Bezalel Smotrich, e il partito Identità, guidato da Moshe Feiglin
Il Partito dei Riservisti e del Partito Economico Nuovo, guidato da Yoaz Hendel e Yaron Zelekha
Il Popolo d’Israele, guidato da Ofer Winter
Colore Nero – Difensore del Mondo della Torah
La Differenza Haredi, partito guidato da Moti Leitner
Dolcezza per Israele, per il futuro dei bambini, guidato da Avi Maoz
Bivio della Casa d’Israele
I Soci di Tutti
Catena per l’amore e l’unità del popolo
Insieme ce la faremo, Lista Congiunta Arabo-Ebraica, guidata da Avi Shaked
I pirati – Alla deriva verso il bene
Partito la Comunità Ultra-Ortodossa, i cui rappresentanti vengono scelti dal pubblico, guidato dal rabbino Shlomo Elboim
Israele per Primo, guidato da Sharren Haskel
La Riforma del Sistema Elettorale e di Governo
Nuovo Ordine per una Costituzione, Separazione dei Poteri ed Elezioni Dirette
Il Giardino dell’Eden, guidato da Yeshua Ben David
Io e Te – Il Partito del Popolo Israeliano
Ascolta, guidato da Naftali Goldman
Giusto processo
Luci dell’Alba, guidato da Nissim Louk
La voce delle donne
Previdenza sociale, guidata da Semyon Grafman
Sicurezza personale
Il Partito del Blocco Biblico
Partito della Via della Visione e della Rinascita
Alleanza Mondiale per la Redenzione d’Israele
Blu e Bianco, guidato da Benny Gantz
Movimento Ahi, il movimento del rabbino Yoram Abarjel, sia benedetta la sua memoria
Ronald Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale, ha messo in guardia gli israeliani dal rieleggere il primo ministro, sostenendo che «Israele subirà una pesante sconfitta» se tornerà al potere.
I mercati finanziari israeliani hanno subito pressioni nella prima seduta di contrattazioni successiva alle elezioni legislative del 27 ottobre, con i principali indici di Tel Aviv in calo e lo shekel indebolito rispetto al dollaro statunitense e all’euro.
Gli oltre 250 campi profughi istituiti sotto il governo di Netanyahu hanno fornito basi per estendere il controllo sui territori circostanti, in particolare nelle aree abitate dai pastori palestinesi. Dror Etkes, ricercatore dell’organizzazione israeliana anti-insediamento Kerem Navot, ha stimato che circa un quinto della Cisgiordania sia sotto il controllo effettivo dei coloni.
Per quanto riguarda le votazioni, la certificazione definitiva è prevista per il prossimo 4 novembre.



