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Gaza, un rapporto israeliano
accusa Tel Aviv di genocidio

E’ intitolato “Il nostro genocidio” il rapporto pubblicato lunedì 28 luglio 2025 dal gruppo israelo-palestinese per i diritti umani “B’Tselem” (in italiano “a immagine di”), il Centro d’informazione israeliano per i diritti umani nei territori occupati, organizzazione non governativa israeliana che si occupa di documentare le violazioni dei diritti umani da parte di Israele nei territori sottoposti alla sua occupazione. Il rapporto ricorda che la guerra contro Gaza ha già causato la morte di almeno 59.733 persone e il ferimento di altre 144.477 e sottolinea che lo Stato di Israele presenta «modelli di colonialismo di insediamento, tra cui insediamenti diffusi che comportano sfollamenti ed espropriazioni, ingegneria demografica, pulizia etnica e imposizione del regime militare sui palestinesi».

«Un esame della politica di Israele nella Striscia di Gaza e dei suoi orribili risultati, insieme alle dichiarazioni di importanti politici e comandanti militari israeliani sugli obiettivi dell’attacco – si legge nel rapporto – porta all’inequivocabile conclusione che Israele stia adottando un’azione coordinata per distruggere intenzionalmente la società palestinese nella Striscia di Gaza».

«Le azioni di Israele nel nord di Gaza – continua il rapporto – sono state descritte da molti esperti come un tentativo di attuare una pulizia etnica. In pratica, entro novembre 2024, circa 100.000 persone che vivevano nel nord di Gaza erano state sfollate dalle loro case».

Un sondaggio del Pew Research Center registra che circa il 16% degli ebrei israeliani ritiene possibile una coesistenza pacifica con i palestinesi, mentre un sondaggio del Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs (JCFA) registra che il 64% degli ebrei israeliani ritiene che Israele dovrebbe occupare temporaneamente la Striscia di Gaza.

«Il governo si sta affrettando a cancellare Gaza, e grazie a Dio stiamo cancellando questo male. Tutta Gaza sarà ebraica»: ha detto alla radio israeliana il ministro del Patrimonio Amichai Eliyahu.

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