L’UE propone EU Inc.
per le start-up innovative

La Commissione europea ha proposto un regime di costituzione societaria valido per tutta l’Unione europea, denominato “EU Inc.“, con l’obiettivo di colmare il divario di innovazione dell’UE con gli Stati Uniti e la Cina. Colmare il divario dell’UE in termini di crescita innovativa è necessario e urgente.
Fiona M. Scott Morton, economista americana e professoressa alla Yale School of Management, e Reinhilde Veugelers, economista belga e professoressa di economia manageriale, strategia e innovazione alla Katholieke Universiteit Leuven, hanno commentato: «L’istituzione di un regime di costituzione societaria a livello europeo dovrebbe essere un processo iterativo, con tappe intermedie definite e verificate e aggiustamenti attuati quando necessario. Valutazioni indipendenti periodiche dovrebbero accertare se il regime stia procedendo nella giusta direzione per raggiungere gli obiettivi di promozione della crescita, dell’innovazione e della competitività dell’UE».
E ancora: «Tale valutazione non dovrebbe limitarsi a contare il numero di società costituite o il risparmio medio ottenuto riducendo gli oneri amministrativi, ma deve definire e misurare quante startup innovative vengono create come società EU Inc., quante di queste riescono a espandersi con successo in tutta l’UE e i vantaggi in termini di competitività e recupero del divario in termini di innovazione e crescita europea che ne derivano».
Su Bruegel, think tank europeo specializzato in economia, leggo che il requisito di capitale minimo pari a zero è particolarmente interessante anche per le startup innovative, che possono essere fondate da persone con mezzi modesti e che probabilmente avranno un valore iniziale limitato.
«Altri elementi positivi – spiegano le due economiste su Bruegel –sono le procedure digitali per l’aumento di capitale, l’emissione e il trasferimento di azioni. Contratti e modelli semplici e standardizzati per investire in queste imprese saranno fondamentali per attrarre capitali».
Anche le procedure di insolvenza previste dal regolamento sarebbero concepite per risultare attraenti per progetti innovativi e ad alto rischio. La proposta prevede una procedura di insolvenza semplificata riservata alle startup innovative.
Il parere delle due economiste è di sottoporre l’intero testo a una riscrittura migliorativa. Forse sarebbe preferibile far entrare subito in vigore il regolamento che, ricordo, è legge con effetto uniforme in tutta l’UE. Se non fosse stato indispensabile correre, la Commissione avrebbe emanato una direttiva, che avrebbe richiesto un’attuazione conforme agli standard minimi di ciascun paese dell’UE. E, quindi, tempi lunghi.


