L’UE ha speso tremila miliardi di euro per la “difesa”. Inutilmente.

I bilanci della difesa europea sono più che raddoppiati nell’ultimo decennio, ma, secondo il Financial Times, mentre i numeri sono aumentati, le capacità non lo sono state.
Tra il 2013 e il 2023, gli stati europei membri della NATO hanno speso oltre 3,15 trilioni di dollari in sforzi militari, più che sufficienti, secondo Adam Tooze, collaboratore del Financial Times, per stabilire una deterrenza efficace.
Il problema, sostiene Tooze, non è la mancanza di investimenti, ma l’inefficienza. L’Europa schiera già più personale in servizio attivo degli Stati Uniti. Il vero problema sta nel modo in cui vengono spesi quei fondi e in ciò che non riescono a produrre.
«Lo scandalo – scrive – non è che i bilanci della difesa europei non siano già raddoppiati. Lo scandalo è che l’Europa spende così tanto e riceve così poco».
In fondo, sostiene Tooze, la convinzione che investimenti massicci possano risolvere fallimenti sistemici è errata. Senza un serio cambiamento strutturale e una significativa cooperazione transfrontaliera, l’idea che la quantità si trasformi in qualità rimane un’utopia.
I cittadini europei, conclude, dovrebbero riconoscere la realtà: non si tratta solo di un potenziamento militare, ma di una scommessa da mille miliardi di euro su un modello ormai in disuso.



