In Pakistan schierato l’esercito
contro i sostenitori di Khan
Negata l'assistenza sanitaria all'ex premier in carcere
In Pakistan, nella città di Bara, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, le vicende dell’ex premier Imran Khan, arrestato tre anni fa al quale è stata negata l’assistenza sanitaria, hanno scatenato nuove manifestazioni di protesta. Lo scontro è tra il governo federale e il Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), il partito di Khan che ha governato Khyber Pakhtunkhwa per 13 anni. Negli ultimi mesi, le notizie sul peggioramento delle condizioni di salute di Khan hanno spinto i leader del suo partito, la sua famiglia, i suoi sostenitori e le organizzazioni per i diritti umani a chiedere migliori condizioni carcerarie e l’accesso alle cure mediche, mentre migliaia di sostenitori del PTI hanno iniziato una marcia dal Khyber Pakhtunkhwa verso Islamabad.
Il presidente Asif Ali Zardari ha imposto lo stato di emergenza: il primo ministro Sohail Afridi, il presidente provinciale del PTI, Junaid Akbar, il presidente dell’Assemblea, Babar Saleem Swati, e diversi altri leader del partito sono stati arrestati. L’esercito pakistano è stato schierato nella provincia.
Gli esperti costituzionali contestano la legittimità dell’imposizione dello stato di emergenza da parte del governo federale. Asad Jamal, avvocato di Lahore ed esperto di diritto costituzionale, ha affermato che la proclamazione di Zardari non soddisfa i requisiti costituzionali necessari a giustificare tali misure. «Non sono un sostenitore del PTI – ha dichiarato Jamal – e ribadisco che le disposizioni costituzionali vengono utilizzate in modo molto disonesto contro una provincia, violandone l’autonomia. Si tratta essenzialmente di discriminazione».
La Repubblica Islamica de Pakistan è una federazione con 4 Province, suddivise in 107 distretti, e 2 Territori. Il Pakistan amministra anche una parte del Kasmir, regione rivendicata e controllata in parte dall’India, con due aree di pertinenza cinese. I dati del 2025 dicono che la popolazione ammonta a 257 milioni di abitanti. L’attuale coalizione federale formata dalla Lega Musulmana del Pakistan-Nawaz (PML-N) e dal Partito Popolare Pakistano (PPP) è salita al potere dopo un’elezione macchiata da accuse di brogli.
Maheen Pracha, portavoce della Commissione per i diritti umani del Pakistan, un organismo di controllo indipendente, ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni di raid della polizia a Peshawar, Swat e Khyber, di dispersione di piccoli assembramenti, nonché di coprifuoco e dispiegamenti militari. Ha dichiarato: «Che al potere ci sia il PTI o qualcun altro, le stesse leggi che vengono promulgate ora si ritorceranno contro il prossimo governo».
Drop Site News (l’agenzia dalla quale ho preso le notizie) ha inviato un elenco di domande alla polizia del Khyber Pakhtunkhwa, ma non ha ricevuto risposta. E non ha risposto nemmeno l’ambasciata del Pakistan a Washington.



