A Tavola

A Tel Aviv ci si affanna
per formare un nuovo governo

Le manovre di Netanyahu. Il voto certificato lista per lista

Secondo il quotidiano israeliano di sinistra, Haaretz, le consultazioni del presidente Isaac Herzog dovrebbero concludersi stasera (5/XI/26). Per Herzog la priorità è evitare di tornare al voto. I partiti delle due coalizioni hanno già detto che proporranno il rispettivo leader come primo ministro, a parte un piccolo partito ultraortodosso storicamente alleato di Netanyahu, Giudaismo unito nella Torah – Agudat Yisrael – Degel HaTorah (312.632 voti: 7 seggi), che non ha ancora annunciato la propria posizione. Neanche i partiti arabi hanno annunciato un candidato primo ministro, ma è possibile che decidano di sostenere Eisenkot o di astenersi per permettergli di ottenere la fiducia.

La prassi è: il primo ministro incaricato avrà 28 giorni per formare un governo che abbia la fiducia alla Knesset. Può chiedere una proroga di 14 giorni. Se fallisce, il presidente può incaricare un secondo candidato, che avrà 28 giorni non prorogabili. In caso di nulla di fatto, il presidente Herzog può concedere altri 21 giorni per un ultimo tentativo prima di sciogliere la Knesset e far ripetere le elezioni.

Il premier Netanyahu, (in carica fino alla elezione del successore e quindi con le mani libere di bombardare, occupare etc.) continua a contestare i risultati ufficialmente certificati. Riporta la CNN: «La disputa post-elettorale si è acuita dopo che David Zini, capo del servizio di sicurezza interno Shin Bet e fedelissimo di Netanyahu, ha spinto per un’indagine sui leader dei partiti arabi».

I risultati ufficiali  (che copio e incollo in fondo) mostrano che il blocco di Netanyahu è crollato da una solida maggioranza di 68 seggi a 53 dei 120 seggi della Knesset, mentre l’opposizione, guidata da Eisenkot, detiene 67 seggi. Ma quasi un terzo di questi proviene dai due partiti arabi, Lista Comune (500.755 voti e 11 seggi) e Ra’am – La Lista Araba Unita (337.720 voti e 8 seggi). Il sostegno dei partiti arabi è decisivo per qualsiasi tentativo di sostituire Netanyahu. Per questo motivo, spiega la CNN, «minare la loro legittimità è diventato il fulcro della strategia post-elettorale di Netanyahu».

Ecco i risultati delle elezioni in Israele per la 26° Knesset.

Aventi diritto al voto: 7.331.981; votanti: 5.717.397; percentuale votanti: 77,98%; voti validi: 5.691.426; voti nulli: 25.971.

Liste e voti:

Il Likud, guidato da Benjamin Netanyahu, punta alla carica di primo ministro

Voti:1.167.591; percentuale: 20,51%; seggi: 27

Dritti avanti! Con Eisenkot Primo Ministro, uniamo Israele

Voti: 913.629; percentuale: 16,05%; seggi: 21

Insieme, guidato da Naftali Bennett

Voti: 532.018; percentuale: 9,35%; seggi: 12

Lista Comune

Voti: 500.755; percentuale: 8,80%; seggi: 11

I Democratici, guidati da Yair Golan

Voti: 366.278; percentuale: 6,44%; seggi: 8

Ra’am – La Lista Araba Unita

Voti: 337.720; percentuale: 5,93%; seggi: 8

Israele, casa nostra, guidato da Avigdor Liberman

Voti: 337.450; percentuale: 5,93%: seggi: 7

Potere Ebraico, guidato da Itamar Ben-Gvir

Voti: 326.793; percentuale: 5,74%; seggi: 7

Giudaismo unito nella Torah – Agudat Yisrael – Degel HaTorah Voti: 312.632; percentuale: 5,49%; seggi: 7

Unione dei Sefarditi Osservanti della Torah, il movimento di Maran Rabbi Ovadia Yosef, di benedetta memoria

Voti: 299.533; percentuale: 5,26%; seggi: 6

Partito Sionista Religioso, guidato da Bezalel Smotrich, e il partito Identità, guidato da Moshe Feiglin

Voti: 290.549; percentuale: 5,11%; seggi: 6

Il Partito dei Riservisti e del Partito Economico Nuovo, guidato da Yoaz Hendel e Yaron Zelekha

Voti: 155.199; percentuale: 2,73%; seggi: 0

Il Popolo d’Israele, guidato da Ofer Winter

Voti: 95.764; percentuale: 1,68%; seggi: 0

Colore Nero – Difensore del Mondo della Torah

Voti: 11.271; percentuale: 0,20%; seggi: 0

La Differenza Haredi, partito guidato da Moti Leitner

Voti: 10.604; percentuale: 0,19%; seggi: 0

Dolcezza per Israele, per il futuro dei bambini, guidato da Avi Maoz

Voti: 9.928; percentuale: 0,17%; seggi: 0

Bivio della Casa d’Israele

Voti: 5.173; percentuale: 0,10%; seggi: 0

I Soci di Tutti

Voti: 4.077; percentuale: 00,7%; seggi: 0

Catena per l’amore e l’unità del popolo

Voti: 2.086; percentuale: 0,04%; seggi: 0

Insieme ce la faremo, Lista Congiunta Arabo-Ebraica, guidata da Avi Shaked

Voti: 1.438; percentuale: 0,03%; seggi: 0

I pirati – Alla deriva verso il bene

Voti: 1.049; percentuale: 0,02%; seggi: 0

Israele per Primo, guidato da Sharren Haskel

Voti: 933; percentuale: 0,02%; seggi: 0

Nuovo Ordine per una Costituzione, Separazione dei Poteri ed Elezioni Dirette

Voti: 918; percentuale: 0,02%; seggi: 0

Io e Te – Il Partito del Popolo Israeliano

Voti: 871; percentuale: 0,02%; seggi: 0

Giusto processo

Voti: 778; percentuale: 0,01%; seggi: 0

La Riforma del Sistema Elettorale e di Governo

Voti: 761; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Luci dell’Alba, guidato da Nissim Louk

Voti: 747; percentuale: 0,01%; seggi: 0

La voce delle donne

Voti: 712 voti; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Partito la Comunità Ultra-Ortodossa, i cui rappresentanti vengono scelti dal pubblico, guidato dal rabbino Shlomo Elboim

Voti: 580; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Rinascita

Voti: 569; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Ascolta, guidato da Naftali Goldman

Voti: 524; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Previdenza sociale, guidata da Semyon Grafman

Voti: 501; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Sicurezza personale

Voti: 482; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Il Partito del Blocco Biblico

Voti: 399; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Il Giardino dell’Eden, guidato da Yeshua Ben David

Voti: 322; percentuale: 0,01%; seggi: 0

Alleanza Mondiale per la Redenzione d’Israele

Voti: 252; percentuale: 0,00%: seggi: 0

Blu e Bianco, guidato da Benny Gantz

Voti: 0; percentuale: 0,00%; seggi: 0

Movimento Ahi, il movimento del rabbino Yoram Abarjel, sia benedetta la sua memoria

Voti: 0; percentuale: 0,00%; seggi: 0

Quindi 27 liste/partiti non hanno superato la soglia di sbarramento del 3,25%. Nonostante il leader di Blu e Bianco, Benny Gantz, avesse annunciato il 19 ottobre, cioè 8 giorni prima del voto, di ritirarsi, il nome della lista è rimasto sulle schede. Ricordo che il generale Gantz alle elezioni del 2019 rastrellò ben 33 seggi. Ultima annotazione: i nomi di liste e partiti li ho copiati dalle schede elettorali (della serie: non mi sono inventato niente).

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