Venezuela, gli USA all’ONU:
quel petrolio è nostro
Michael George Glen Waltz, rappresentante permanente per gli Stati Uniti d’America all’ONU, ha difeso il rapimento del presidente venezuelano Maduro precisando che «non si possono continuare ad avere le più grandi riserve di petrolio del mondo sotto il controllo di avversari degli Stati Uniti». A Waltz la Russia non piace (una volta l’ha definita «una semplice stazione di servizio con armi nucleari» e la Cina ancora di meno tanto da considerarla una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti.
A conferma della posizione di Waltz, che è anche un forte sostenitore di Israele, la Casa Bianca ha chiesto adesso al Venezuela di ridurre le relazioni con Cina, Russia, Iran e Cuba. La notizia è stata lanciata dall’emittente tv “ABC News” e dal quotidiano “The New York Times”.
I notiziari hanno anche riferito che al Venezuela è stato intimato di interrompere i legami economici. Pare che Washington stia facendo pressione sulla neo-presidente ad interim Delcy Rodríguez affinché espella il “personale militare” di quei Paesi anche se ad alcuni diplomatici sarebbe consentito di rimanere.
Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia ritira le accuse di collegamento con il “Cartel de los Soles” e rivede l’atto di accusa contro Maduro, pur continuando ad accusarlo di traffico di droga punibile ai sensi delle leggi antiterrorismo.



