S’è aperta la caccia
a giovani da candidare
I partiti politici tengono sempre d’occhio la cosiddetta “società civile” per allargare i consensi tramite la candidatura di personaggi noti del mondo dello spettacolo e dello sport. A mia memoria, in Italia l’anno per eccellenza della scoperta di “nuovi volti” da portare in Parlamento fu il 1987, quando per il PCI fu eletto il cantante recentemente scomparso Gino Paoli; Domenico Modugno e Cicciolina, la pornostar Ilona Staller, furono eletti per il Partito Radicale e il calciatore Gianni Rivera si guadagnò la medaglietta di deputato per la DC (poi fu anche sottosegretario alla Difesa per l’Ulivo). Sono i nomi che mi vengono in mente ora, ma sono stati tantissimi i personaggi immessi nelle liste elettorali per raccogliere voti “esterni” all’usuale bacino elettorale.
Perché parlo di ciò? Perché mi sa tanto che i cacciatori di teste dei partiti stanno già in giro a cercare giovani virgulti da inserire nelle liste per le prossime elezioni politiche.
E’ accertato che la gran parte dei No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati è arrivata dal mondo giovanile. E’ stato un flash mob più ampio del solito. Invece che in una piazza, i giovani decisi a dire no al governo Meloni hanno affollato i seggi elettorali. Io credo che la mobilitazione dei giovani sia stata il frutto di un no che viene da lontano. La gran parte dei giovani accusa Palazzo Chigi di complicità nel genocidio a Gaza con il corollario di una umiliante proscinesi ai piedi della Casa Bianca. Molti giovani sono convinti che il governo sia insensibile al grido di dolore che viene dai coleotteri in via di estinzione, dalle montagne violate da tunnel e cementificazione, dai fiumi diventati ricettacolo di qualsivoglia scoria: insomma, i giovani bocciano il governo per la dimostrata insensibilità ecologista. C’è altro? Certo che sì. C’è una politica che ha scelto di espellere gli immigrati irregolari invece di accoglierli amorevolmente. C’è il sì alla spesa di miliardi per nuove armi e c’è il no al reddito di cittadinanza che faceva comodo a decine di migliaia di giovanetti e giovanette. Le accuse di fascismo e di attentato fascista alla Carta antifascista non contano un grosso numero ma pure hanno spinto migliaia di giovani ad andare al seggio.
C’è anche il voto musulmano che, però, non so quantificare. Le statistiche ufficiali sono tra loro discordanti e non me la sento di dire, come ha scritto “il Giornale”, che un milione di musulmani ha votato contro il governo. Comunque, se i cacciatori riusciranno a scovare un giovane italiano musulmano moderato perbene e, soprattutto, telegenico, la sua candidatura è certa.
Non ho grande stima dei giovani italiani: con la testa china sul telefonino, le agili dita che mandano sterili messaggi, gli interventi luogocomunisti sui social ripetitivi di analoghe sciocchezze luogocomuniste, la loro evidente incapacità a strutturarsi (chi ricorda le sardine del 2019?), essi sono esemplari compiuti di questa società che affonda nell’effimero. Credo che alle politiche, molti di questi giovani “impegnati” voteranno per questo e quello disperdendo quei consensi che gli affamati Schlein e Conte adesso sono convinti di raccogliere.
A scoraggiare molti saranno le trame coperte/scoperte per vincere le primarie, le miniliste di chi sogna di prendere il voto giovanile in autonomia e quindi al di fuori dell’alleanza PD-M5S, le contraddizioni nella comunicazione che sono il segno distintivo delle sinistre in Italia.
Ricapitolando: caccia a giovani da inserire nelle liste e campo largo all’insegna del duopolio Schlein-Conte. E il centrodestra? Tutto dipende dall’abilità di Giorgia Meloni a tenere insieme gli scalpitanti alleati/avversari. Il resto (carobenzina, paura della guerra etc.) va in secondo piano: primum vivere, deinde philosophari.



