Inchiesta dell’AP sulla strage
di giornalisti all’ospedale
L’agenzia di stampa statunitense “Associated Press” ha condotto un’inchiesta sull’attacco militare israeliano all’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, che lo scorso 25 agosto aveva causato la morte di 22 persone, tra cui cinque giornalisti. Tra le vittime c’era Mariam Dagga, che lavorava per l’AP e altre testate giornalistiche. L’inchiesta solleva serie preoccupazioni circa la giustificazione dell’attacco da parte dell’esercito israeliano e le modalità della sua esecuzione. L’AP ha documentato che le truppe di occupazione hanno colpito l’ospedale quattro volte il 25 agosto, tutte senza preavviso. L’analisi dell’agenzia di stampa ha anche rivelato diversi aspetti preoccupanti sulle modalità di esecuzione degli attacchi. Infatti, entro dieci minuti dal primo attacco, i carri armati avevano colpito nuovamente lo stesso punto, mentre operatori sanitari e giornalisti, tra cui Dagga, erano giunti sul posto per prestare soccorso ai feriti e riferire sull’incidente.
Secondo quanto riportato dall’AP, gli esperti di diritto internazionale ritengono che gli attacchi cosiddetti “a doppio contatto” possano costituire crimini di guerra, in quanto sembrano concepiti per colpire soccorritori e personale di primo intervento. L’Associated Press ha scoperto che le forze israeliane avevano utilizzato proiettili ad alto esplosivo per carri armati anziché munizioni guidate più precise che avrebbero potuto ridurre le vittime civili. Un funzionario israeliano a conoscenza dell’attacco ha dichiarato all’AP che non avrebbero dovuto essere utilizzati carri armati, sebbene non sia stato possibile specificare in cosa consistesse il piano originale.



