UNICEF: sono 188 milioni
i bambini obesi nel mondo
Secondo l’UNICEF (United Nations Children’s Fund) per la prima volta l’obesità ha superato la denutrizione, diventando la principale forma di malnutrizione a livello mondiale tra bambini e adolescenti.
In un rapporto diffuso oggi, 10/09/2025, l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Infanzia riporta che quasi un bambino su 10 di età compresa tra i 5 e i 19 anni convive con questa malattia cronica. L’epidemia è alimentata dalla facile reperibilità di alimenti ultra-processati «anche in Paesi ancora alle prese con la denutrizione infantile» e da un marketing aggressivo. Gli alimenti ultraprocessati sono quei prodotti industriali altamente trasformati contenenti additivi come coloranti, aromi, emulsionanti e conservanti, con zuccheri aggiunti, grassi e sale, ma poveri di nutrienti essenziali come fibre e vitamine.
«Gli alimenti ultra-processati – ha detto Catherine Russell, direttrice dell’UNICEF – stanno sostituendo sempre più frutta, verdura e proteine in un momento in cui l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella crescita, nello sviluppo cognitivo e nella salute mentale dei bambini».
Tra il 2000 e il 2022 tra i ragazzi dai 5 ai 19 anni, secondo i dati raccolti in 190 Paesi, il numero di persone in sovrappeso è più che raddoppiato, passando da 194 milioni a 391 milioni. Il picco è ancora più pronunciato per l’obesità, una forma più grave di sovrappeso, associata a disturbi metabolici come il diabete, alcuni tipi di cancro, ansia e depressione. Nel 2022, l’8% dei giovani in tutto il mondo, ovvero 163 milioni, era obeso, rispetto al 3% del 2000. Quest’anno si contano 188 milioni di bambini e adolescenti obesi.
Secondo l’UNICEF la colpa non è tanto nelle cattive decisioni nutrizionali delle famiglie, quanto nelle pratiche commerciali immorali studiate per generare profitti: i bambini «vengono bombardati da un marketing alimentare malsano basato su cibo spazzatura», soprattutto a scuola, dove sono esposti a bevande zuccherate e snack salati. Tali prodotti sono più economici degli alimenti freschi come frutta, verdura e proteine.
La responsabilità maggiore è, alla fine, «della incapacità della società di proteggere gli ambienti in cui i bambini crescono».
L’UNICEF esorta, perciò, i governi ad adottare misure vincolanti, tra cui restrizioni alla pubblicità, tasse sulle bevande zuccherate e sugli alimenti non salutari e politiche che incoraggino la produzione di prodotti freschi.



