Scontri al confine
Pakistan-Afghanistan
Nonostante un cessate il fuoco temporaneo firmato da Pakistan e Afghanistan a Doha il 19 ottobre scorso, c’è stato un combattimento nei pressi del valico di Chaman, dove la “Porta dell’amicizia” è stata semidistrutta. Il responsabile dell’informazione di Kandahar, Ali Mohammad Haqmal, ha dichiarato all’Agence France-Presse (AFP) che il Pakistan ha utilizzato armi leggere e pesanti, aggiungendo che colpi di mortaio sono caduti nei quartieri residenziali.
Sebbene Kabul e Islamabad abbiano ribadito la loro intenzione di mantenere la tregua in vigore, il nervosismo è esploso dopo la serie di colloqui inconcludenti ospitati da Qatar, Turchia e Arabia Saudita.
Funzionari afghani affermano che il Pakistan ha ripetutamente violato il cessate il fuoco nelle ultime settimane attraverso operazioni aeree nell’est, tra cui un presunto attacco a fine novembre a Khost, in cui sarebbero morti nove bambini e una donna. Il Pakistan nega di aver compiuto l’attacco.
In un messaggio pubblicato su X, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha accusato le unità pakistane di aver «lanciato attacchi verso l’area di Spin Boldak», nella provincia di Kandahar, provocando la risposta afghana.
Il portavoce per i media stranieri del premier pakistano Mian Muhammad Shehbaz Sharif, Mosharraf Zaidi, ha affermato che le forze afghane hanno dato inizio allo scontro a fuoco «senza provocazione» nei pressi del valico di Chaman ed ha concluso: «Il Pakistan rimane in stato di massima allerta e impegnato a garantire la propria integrità territoriale e la sicurezza dei nostri cittadini».



