A Tavola

America e Russia nell’Artico:
mosse e contromosse

Il presidente Donald Trump insiste perché gli Stati Uniti annettano la Groenlandia e ciò per garantire una migliore protezione artica al territorio statunitense. Sebbene non vi siano indicazioni che la regione artica stia per essere teatro di un conflitto aperto, diversi segnali suggeriscono che Russia, NATO e Stati Uniti stiano intensificando i preparativi per una simile eventualità. Le Forze Terrestri Avanzate (Forward Land Forces FLF) della NATO in Finlandia hanno avviato le operazioni in Finlandia e Svezia. Le FLF includeranno il più recente battaglione multinazionale della NATO, guidato dalla Svezia, a supporto del fianco nord-orientale.

La creazione della FLF Finland prevede il posizionamento di un battaglione svedese con base a Boden, in Svezia, e di uno stato maggiore multinazionale a Rovaniemi, in Finlandia, sotto il comando del SACEUR, il Supreme Allied Commander Europe, cioè il comandante dell’Allied Command Operations (ACO) della NATO insediato nel Quartier Generale Supremo delle Potenze Alleate in Europa (Supreme Headquarters Allied Powers Europe SHAPE) a Casteau, Mons, Belgio.

The War Zone, il sito di informazioni e analoisi militari, ha spesso segnalato come la Russia, e in misura minore la Cina, si siano mosse per affermare la propria presenza nell’estremo Nord. Thomas Nilsson, capo del MUST (Militära underrättelse- och säkerhetstjänsten) il Servizio di intelligence e sicurezza delle Forze armate svedesi mette in guardia dal rafforzamento militare russo nell’area. Un rapporto di Yleisradio Oy (abbreviata in Yle), la radiotelevisione di Stato finlandese che trasmette anche in Svezia, ha rivelato che i russi stanno ampliando una base nel villaggio di Novaya Vilga, in Karelia, a circa 175 chilometri a est del confine finlandese.

«Questa regione è una delle aree più strategicamente importanti e ambientalmente complesse al mondo»: ha affermato il generale dell’aeronautica statunitense e comandante supremo europeo Alexus G. Grynkewich.

Al di là delle informazioni/arma, è evidente che il confronto tra potenze sia globale, dall’Artico all’Antartide, dall’Indo Pacifico al Medio Oriente e per questo tocca stare attenti a non cedere agli allarmismi programmati.

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