La corsa USA-CINA per l’IA
mentre l’Europa sta ferma

Nella competizione USA-RPC sull’Intelligenza Artificiale, gli americani sono in vantaggio sul fronte hardware: Nvidia detiene circa la metà dello stock mondiale di chip per l’IA installati e fino a due terzi della capacità di calcolo installata, e i suoi chip rimangono i più performanti sul mercato; gli Ascend, i processori più avanzati della cinese Huawei, sono ancora indietro in termini di larghezza di banda della memoria, strumenti di sviluppo ed efficienza energetica. Huawei compensa questo svantaggio aggregando i processori, con un conseguente consumo energetico stimato da due a quattro volte superiore a parità di potenza di elaborazione.
«Tuttavia – spiega Alicia Garcia-Herrero, analista BRUEGEL (Brussels European and Global Economic Laboratory) – il divario prestazionale è meno rilevante di quanto sembri. Le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip Nvidia, unite ai sussidi, alle preferenze di approvvigionamento e all’energia a basso costo concesse da Pechino alle aziende che utilizzano i chip Huawei, hanno creato in Cina un mercato vincolato, sufficientemente ampio da sostenere Huawei durante la sua fase iniziale di sviluppo».
I chip Ascend alimentano già una quota considerevole dei data center cinesi, il che ha permesso a Huawei di registrare un forte aumento dei ricavi derivanti dai chip per l’IA quest’anno, ricavi che vengono reinvestiti in ricerca e sviluppo.
Il reale vantaggio di Nvidia è CUDA (Compute Unified Device Architecture), la piattaforma software proprietaria che è diventata lo standard di fatto per lo sviluppo dell’IA. CUDA – qui copio da BRUEGEL – genera potenti effetti di rete: poiché Nvidia domina la base di chip installati, gli sviluppatori ottimizzano per l’hardware compatibile con CUDA, il che amplia la comunità di sviluppatori e la libreria di codice pre-ottimizzato, rendendo a sua volta ancora più difficile l’adozione di alternative. Il risultato è uno straordinario potere di determinazione dei prezzi, con margini sui chip del 70%-80%.
L’anno scorso Huawei ha reso open-weight il suo toolkit CANN, un attacco diretto al modello proprietario di CUDA, ma gli sviluppatori lamentano ancora che CANN sia pieno di bug e meno intuitivo di CUDA, che vanta un enorme patrimonio di librerie ottimizzate accumulate in vent’anni.
E per noi? Per l’Europa? L’infrastruttura informatica europea e le condizioni alle quali le aziende europee sviluppano modelli di IA sono assoggettate a Washington o Pechino. Sarà così anche in futuro, a meno che, suggerisce Alicia Garcia-Herrero, l’Europa non impari dalla traiettoria della Cina anziché ignorarla. «La Cina – fa presente l’analista BRUEGEL – è partita da una posizione di dipendenza, ma sta colmando il divario attraverso una combinazione mirata di diplomazia, creazione di domanda vincolata e sussidi sostenuti. Questo non significa copiare alla lettera il modello cinese per liberarsi dalla dipendenza dagli Stati Uniti in materia di IA; ma l’Europa deve rendersi conto che l’eccessiva dipendenza da Stati Uniti o Cina per l’IA è sempre più problematica e deve promuovere alternative nazionali».



