A Tavola

L’Indonesia nega l’accesso
ai ginnasti israeliani

Da domenica prossima (19 ottobre 2025) fino a sabato 25, “The Indonesia Arena” di Giacarta, capitale dell’Indonesia, accoglierà ginnaste e ginnasti provenienti da tutto il mondo per i Mondiali di Ginnastica Artistica 2025. All’evento non parteciperà Israele. La scorsa settimana, infatti, il governo indonesiano aveva dichiarato che non avrebbe concesso i visti ai ginnasti israeliani e la Federazione israeliana di ginnastica aveva fatto invano ricorso alla Corte arbitrale dello sport. Israele, non potendo costringere l’Indonesia a far entrare i suoi rappresentanti, ha tentato addirittura di far cancellare i Campionati: l’arroganza di Tel Aviv non ha pari. La decisione del governo indonesiano era stata sollecitata da una forte protesta dei musulmani, che sostengono il diritto dei Palestinesi ad avere un proprio Stato. Per inciso: la Repubblica d’Indonesia ha circa 284 milioni di abitanti dei quali almeno 250 milioni sono musulmani.

Il ministro dello Sport e della Gioventù indonesiano Erik Thohir (noto agli sportivi italiani in quanto è stato presidente dell’Inter) ha dichiarato alla stampa: «Questa nostra decisione segue le linee guida dettate dal presidente Prabowo Subianto, che ha stabilito con fermezza che non saranno aperte relazioni diplomatiche con Israele fino a che non verrà riconosciuta la sovranità e l’indipendenza della Palestina».

In conclusione: dopo la negazione del visto da parte del governo indonesiano e il rifiuto degli appelli presentati al TAS (Tribunale Sportivo Arbitrale), la Federazione Israeliana ha annunciato che i propri atleti non prenderanno parte alla 53esima rassegna iridata della Ginnastica.

La disputa sulla ginnastica è l’ultimo esempio di come la reazione globale contro Israele per il bilancio umanitario della guerra a Gaza si sia estesa anche allo sport e alla cultura.

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