Mantecato

Il presidente Maduro
catturato, non sequestrato

Quasi tutti hanno usato l’aggettivo “catturato” a proposito del sequestro/kidnapping di Nicolás Maduro Moros, sindacalista venezuelano, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela dal 19 aprile 2013. Con lui è stata “catturata” anche la moglie Cilia Flores accusata di narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra. Perché “catturati” quasi fossero Bonnie e Clyde, banditi in fuga? Perché il termine sequestro/rapimento non ha trovato spazio? Perché agli USA non piacerebbe. E questo è.

Per capire la collocazione politico-ideologica di un giornale, è sufficiente uno sguardo alle pagine degli esteri. Un giornale comunista/postcomunista/piddino dà voce ai Palestinesi mentre uno di destra postfascista/conservatore/forzista è per Israele senza se e senza ma. Se il cda (di solito si guarda all’azionista di riferimento) ha grossi interessi in Cina, l’avventura spaziale cinese, per esempio, sarà seguita con maggiore “attenzione” di altri.

Anche le agenzie (che dovrebbero lanciare le notizie soltanto in base alle 5 W) non sono oggettive. Se un prete è accusato di pedofilia, l’ADN titola “Pedofilia. Don Vittorio, parroco a Olbia, fermato dall’Arma“, l’ASCA titola “Sardegna. Un parroco accusato di aver molestato un ragazzo“. Più o meno, tutte le notizie rivelano già dal titolo la collocazione politico-culturale. Il giornalista, in primis, sa che per fare carriera deve schierarsi e cercare di indovinare il cavallo vincente.

L’informazione come merce? Certo che sì. L’informazione come spettacolo? Certo che sì. L’infotainment ha successo e raccoglie pubblicità perché fa audience. La pubblicità indiretta (che un tempo si chiamava “redazionale” e lo si scriveva in piccoli caratteri sulla pagina) oggi è difficilmente individuabile. Non si può dimostrare, per esempio, che quel tale consorzio di aziende del settore “pannelli solari” abbia finanziato articoli, reportage, inchieste sull’energia solare per un mondo pulito affollato di uccellini canterini e bambini gioiosi e sani. O se dietro lo scandalo dell’acqua potabile inquinata ci sia il consorzio di aziende del settore “acque minerali”.

Del resto, se l’onestà è diventata una colpa e magistrati, uomini e donne in divisa, docenti etc. si vendono tranquillamente, non si capisce perché i giornalisti dovrebbero essere immuni. Ovviamente, ci sono le eccezioni, ma questo è il dramma: un tempo l’eccezione era il giornalista embedded.

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