Il “massaro” Leucio Miele

Leucio morì stroncato dal cancro. Pubblico qui di seguito una delle lettere che mi scrisse (all’epoca si comunicava per lettera quando c’erano cose importanti da dire, il telefono serviva soltanto per brevi conversazioni). Credo che questo sia una testimonianza preziosa per le cose che dice di sé stesso. Vale forse più di un discorso. Dietro le parole c’è riservatezza, modestia, onestà intellettuale e anche un pizzico di sentimentalismo (una tua visita non mi dispiacerebbe).
Nova Siri Scalo 11.10.70
Caro Puccio,
Come vedi Ia tua lettera non rimane inevasa. Da tempo avrei dovuto rispondere a molti compagni di lotta, (Dantini, Olita, Albano, Zucaro) i quali, come te, hanno dovuto rilevare Ia mia scarsa attitudine alla corrispondenza. Delle innumeri lettere ricevute in questi ultimi tempi, la tua è l’unica alla quale rispondo. Sei un privilegiato. l motivi dei miei lunghi silenzi ti sono in parte noti. Ragioni di ordine caratteriale mi portano a considerare superflue se non inutili le fatiche epistolari, ma a ciò si è aggiunta ora Ia particolare situazione venutasi a delineare a seguito della grave malattia che ha colpito mio padre.
Mi è letteralmente rovinata addosso Ia conduzione di una grossa azienda. La cosa non è semplice se pensi, tanto per esempio, che, fra le altre difficoltà presentatesi alla mia inesperienza, c’è anche quella di dover organizzare il lavoro giornaliero di trenta operai. Un lavoro tanto complesso ha letteralmente occupato tutti i miei spazi di libertà.
Non ho potuto far altro se non il “massaro” e per giunta ad orario pieno e a ritmo massacrante.
La cosa naturalmente non mi sconvolge. Accetto il tutto di buon animo in ossequio non tanto alla persona di mio padre, Ia cui condizione umana e individuale mi interessa mediocremente, quanto al principio virile e paterno (nel senso della Sociologia tradizionale) che egli incarna.
Così ho creduto di poter accettare perfino Ia transitoria condizione di lavoratore. Posso comunque assicurarti che sono sempre vigile e controllo me stesso di modo che le condizionalità di ordine pratico legantesi alla mia nuova dimensione esistenziale non abbiano a prevalere. Questo perché nella situazione in cui mi trovo, c’è il rischio che un sottile processo d’introiezione mi porti, sul piano fattuale, all’assunzione di taluni valori borghesi propri al mondo sfaldato del tellurismo contemporaneo.
E’ infatti possibile che in contesto esistenziale definito da spinte produttivistiche, finiscano per prevalere istanze mercantili necessitate dal profitto e dallo sfruttamento. Cosicché Ia necessaria lotta per Ia sopravvivenza di ogni giorno finisce per svilupparsi nei quadri dissacrati di una morale semitica.
Ma come ti dicevo sono vigile e non mi farò fottere. Posso assicurarti che non mi piegherò mai dinanzi a Dio Denaro. Produzione, lavoro e roba del genere non portano luce agli Dei sui quali Ia Tradizione modella i suoi uomini.
Questo verboso preambolo era necessario. Da tutto ciò puoi dedurre le cause obiettive delle mie assenze e della mia inattività temporanea. Vengo ai fatti.
1)- La mia adesione a “Lotta di Popolo” è per ora fuori discussione. Se il Convegno di Pescara ha operato un chiarimento di fondo sul piano ideologico e programmatico, il mio apporto al Movimento sarà incondizionato. Ciò vuol dire che, comunque vadano le cose, sono da escludere nel modo più assoluto inopportuni riavvicinamenti o nostalgici ritorni al M.S.I. Non ho un carattere climaterico. ln merito qualsiasi cosa sia stata riferita è priva di fondamento.
2) – La sede montalbanese di “Lotta di Popolo” non è stata chiusa. Si è trattato di un semplice trasferimento. Ciò ha comportato una chiusura temporanea e per questo non c’è da allarmarsi.
3)- Non posso dirti quando, ma certamente redigerò un documento ideologico-politico che invierò a tutte le sedi.
4)- Per ora non è possibile una mia venuta a Roma; se ne parlerà dopo Natale. ln quella occasione presenterò una serie di programmi da sviluppare in Lucania e in regioni limitrofe nell’ambito di una strategia globale di Iotta che abbia come epicentro alcune regioni del Sud.
Credo di essere stato chiaro se non proprio conciso. La prossima volta sarò telegrafico.
Ti prego di farmi pervenire al più presto tutte le relazioni presentate al convegno di Pescara. Credo che sia opportuno che tu chiarisca a Dantini, persona che stimo molto, la mia posizione, così come si evidenzia in questo scritto. Tutto ciò che rimane da chiarire lo chiariremo a voce.
All’uopo una tua visita alla mia Azienda non mi dispiacerebbe. Se decidi in tal senso preavvisami per telefono.
SALUTI TRADIZIONALRIVOLUZIONARI
Leucio
(N.B.) II numero di telefono è 92135 di Policoro ove potrai chiedere di me


