L’Indonesia usa le isole
come tante portaerei
Le portaerei sono costose e non tutti i Paesi che ne hanno bisogno hanno risorse da destinare alla loro costruzione. L’Indonesia, per esempio, ha avviato un piano per utilizzare le strade a pedaggio come piste di emergenza per gli aerei da combattimento. L’Indonesia è l’arcipelago più grande del mondo, con oltre 6.000 isole abitate, distribuite su un asse Est-Ovest di 5.000 chilometri. Ciascuna isola, quindi, è praticamente una portaerei.
Il maresciallo Tonny Harjono, capo di stato maggiore della “TNI-AU” (Tentara Nasional Indonesia Angkatan Udara, l’aeronautica militare indonesiana), ha dichiarato di sperare che alla fine ciascuna delle 38 province del Paese avrà almeno un tratto di strada a pedaggio.
L’utilizzo delle autostrade come piste di atterraggio militari non è una novità. L’esercito statunitense sta perseguendo l’obiettivo di disperdere i propri aerei da combattimento su una serie di isole del Pacifico, nel tentativo di rendere le proprie forze aeree più difficili da colpire in un eventuale conflitto con la Cina.
Una dichiarazione della “TNI-AU”, riportata dalla “CNN”, informa: «Si prevede che l’uso di strade a pedaggio come piste alternative situazionali rafforzerà la prontezza operativa dell’aeronautica militare indonesiana nell’affrontare varie potenziali minacce, senza ridurre la funzione primaria delle strade a pedaggio come infrastrutture di trasporto pubblico».
Le strade possono ospitare un numero maggiore di velivoli, a costi inferiori rispetto a quelli necessari per le operazioni delle portaerei.
Sull’agenzia di stampa governativa “Antara” si legge: «Le strade a pedaggio sono larghe solo 24 metri circa, più strette delle piste aeroportuali, che misurano dai 45 ai 60 metri. È rischioso, ma i piloti dell’Aeronautica Militare sono addestrati per queste condizioni».
Collin Koh, ricercatore alla “S. Rajaratnam School of International Studies” di Singapore, ha spiegato alla “CNN”: «Una portaerei non sembra una piattaforma così attraente dal punto di vista dei costi. Avere innumerevoli strade a pedaggio e autostrade destinate a piste militari di emergenza in tutto l’arcipelago ha più senso dal punto di vista strategico e operativo».
«Il margine di rischio – ha concluso – è inferiore a quello di una portaerei. Se colpisci una portaerei una volta, è persa».
Se più strade servono come piste di atterraggio, la perdita di una di esse non sarebbe un grande danno.



